
Lamezia Terme - “Abbiamo una grande responsabilità: consegnare ai nostri figli un ambiente migliore”. Ma la strada è ancora molto impegnativa. Lo testimoniano, in maniera inequivocabile, gli interventi e, soprattutto, le foto e i video dell’incontro (al Chiostro di San Domenico) su salvaguardia ambientale e tutela della salute organizzato dell’associazione “Logos&Polis”, presieduta da Iolanda Baretta. L’appuntamento chiude l’iniziativa di educazione ambientale “La rosa dei venti”, che ha visto impegnato un nutrito gruppo di volontari per due giorni nella pulizia di una consistente fetta di litorale a due passi dal pontile dell’area ex Sir. Trovando di tutto. E, nello slalom tra rifiuti di ogni genere, che deturpano uno scenario meraviglioso, i volontari si sono persino imbattuti in un fusto arrugginito. Ma non è tutto. Nel video, che documenta le pessime condizioni del mare (acqua verdastra e una lunga scia marrone in superficie), si vede anche una famiglia che fa tranquillamente il bagno, senza curarsi troppo del contesto.

Dopo i saluti della presidente Baretta, che ricorda come “l’associazione “Logos&Polis” opera dal basso per costruire una società migliore”, la parola va allo psichiatra Cesare Perri, che non ha dubbi: “L’ecosistema è determinante per la salute mentale. Ma lo stiamo violentando, facendo quindi del male a noi stessi”. Ettore Greco, primario Oncologia dell’ospedale cittadino “Giovanni Paolo II”, rincara la dose: “C'è un nesso diretto tra incidenza delle malattie neoplastiche e inquinamento ambientale. Un dato che purtroppo constatiamo giorno dopo giorno. L’incidenza delle malattie tumorali interessa una fascia di popolazione sempre più giovane, con casi sempre più frequenti nei bambini”. Greco punta il dito contro “l'uso delle sostanze chimiche, che poi si disperdono nell'ambiente, e l'uso indiscriminato degli estroprogestinici e degli antibiotici negli allevamenti. Ovviamente, la carne di questi animali verrà poi utilizzata per confezionare alimenti per bambini. Sarebbe meglio invece consumare prodotti fatti con ingredienti naturali”. Il primario di Oncologia dell’ospedale cittadino fornisce dei dati ulteriori: “Nel 1988, si producevano 30 milioni di tonnellate di plastica; nel 2016, siamo passati a 335 milioni di tonnellate. Ogni anno vengono riversate nell'ambiente 15 milioni di tonnellate di plastica. Il punto è che ognuno guarda al profitto”.
Giuseppe Iemme è il presidente dell’associazione “Costa Nostra”, attiva sul litorale del Golfo di Sant'Eufemia, ma di base a Curinga, “un centro che ha un profondo legame con il mare”. Dopo aver illustrato le svariate attività di “Costa Nostra”, Iemme puntualizza: “Il nostro territorio è passato da zona a vocazione agricola e turistica a zona militare, infine, a zona industriale ed Ecodistretto dei rifiuti. Invece è un territorio agricolo di pregio; un sito di interesse comunitario, basti pensare, per esempio, alle Dune dell'Angitola. È questa la sua vera vocazione”. Antonio Falcone di “Legambiente” Calabria, accende i riflettori sul “business dell’ecomafia: 14,1 miliardi di euro. La Calabria - aggiunge - occupa il quarto posto nella classifica dei reati ambientali. Le ecomafie avvelenano la nostra quotidianità”. Pasqualino Allegro, referente regionale di “Rifiuti Zero Italia”, fa un forte appello al senso civico. “La raccolta differenziata – dice Allegro – a Lamezia è ferma al 25 per cento. Però, c’è l’isola ecologica. Iniziamo quindi a utilizzare l’esistente”. Infine, il contributo del geologo Domenico Gullifa.
Giuseppe Maviglia
© RIPRODUZIONE RISERVATA