
Lamezia Terme - Dopo la conferenza stampa dello scorso marzo nella sede della Lamezia Multiservizi, abbiamo incontrato il presidente Giuseppe Costanzo nel suo ufficio, per fare il punto sulla situazione della società e sui prossimi obiettivi.
Presidente Costanzo, nella conferenza stampa dello scorso 10 marzo, ha parlato di un piano di risanamento avviato per salvare la Multiservizi, a che punto siamo?
“Più che un piano di risanamento è un piano di riordino sulla situazione contabile. Stiamo cercando di redigere un bilancio in virtù della chiusura a fine anno, un bilancio che sia per lo più veritiero e corrispondente alla reale situazione della società”.
A proposito di bilancio, si parla di crediti non esigibili, forti debiti per il servizio idrico, contenziosi aperti e spese legali per la questione con il comune dei sinistri stradali. Ma a quanto ammontano le perdite?
"Sebbene ancora il bilancio non è stato chiuso, dandole un’anticipazione, sarà un bilancio che chiuderà con delle perdite. Non sappiamo ancora l’entità esatta, ma dovrebbe essere intorno ai 700 o 800 mila euro. Questo deriva non tanto da una situazione ordinaria, quanto da fattori straordinari in parte dovuti alla gestione del servizio idrico, in parte anche al contenzioso sulla viabilità che vede da una parte il Comune e dall’altra la Lamezia Multiservizi, cosa che probabilmente è stata impostata male fin dall’inizio, cioè da quando è nata la convenzione. Ora a distanza di tempo si stanno producendo i frutti seminati in quel periodo. Con dati oggettivi vengono effettivamente acclarati danni subiti da diversi utenti del servizio viario cittadino e ora si possono “tirare le somme”. Di questo non è stato tenuto conto negli anni precedenti, se non in piccolissima parte assolutamente inconsistente rispetto all’ammontare delle cause in essere. Oggi ci vediamo quindi costretti a contabilizzare tutta una serie di costi che non trovano nessun fondo in bilancio e gravano sul conto economico del 2015”.
Quindi come procederete?
“Stiamo facendo un’attenta gestione dei costi, il che da solo non basta. Ciò che c’è da fare, e che stiamo cercando di mettere in piedi insieme a tutto il consiglio di amministrazione e allo staff, è quello intanto di efficientare i servizi in modo anche da recuperare risorse che in questo momento sono immobilizzate in crediti. Mi riferisco al servizio idrico, ma anche al servizio trasporti, con un’azione incisiva sul controllo dei titoli di viaggio a bordo. Aumentare da una parte la vendita dei biglietti o degli abbonamenti, dall’altra pensare ad allargare il business dell’azienda e quindi immaginare dei progetti che possano fare da volàno su nuovi orizzonti della Lamezia Multiservizi”.
Mi fa qualche esempio?
“Ad esempio il progetto “Rifiuti zero” in collaborazione con l’Università della Calabria. Si tratta di fondi che vengono messi a disposizione dalla Comunità Europea oltre che dalla Regione Calabria, un progetto che speriamo di portare a termine, anche se si tratta di obiettivi a lungo respiro e non da raggiungere nel breve termine, ma potrebbero esserci anche altri efficientamenti come l’installazione dei contatori elettronici per il servizio idrico. Stiamo pensando già di partire con un primo lotto in una zona di Lamezia al fine di sperimentare tempi e costi necessari per l’impianto dei nuovi contatori, per poi a macchia d’olio installarli su tutto il territorio”.
A che punto siamo invece con la raccolta differenziata ? Entro fine anno sarà estesa su tutto il territorio?
“Si. Il Consiglio comunale, anche dopo la nostra conferenza stampa, ha approvato definitivamente il nostro progetto e licenziato il piano Tari 2016 che prevede appunto l’estensione della differenziata a quasi tutto il territorio lametino. Contiamo di partire a regime dal 1 luglio. Ci sarà un impatto importante sul territorio, in quanto la differenziata ha una struttura totalmente differente. C'è bisogno di informazione da parte nostra nei confronti dell’utenza e formazione diversa per il nostro personale. La differenziata ad oggi ricopre circa un terzo del territorio, e nelle zone dove viene attuata, la percentuale è molto buona, anche oltre le soglie imposte dalla normativa. Impattando poi con tutto il resto del territorio dove non viene raccolta però, la media si abbassa. Nel 2015 siamo intorno al 35%”.
Passando invece alla questione dei dipendenti, quanto sono all’anno i giorni di malattia dei suoi lavoratori? Lei ha annunciato di aver anche presentato un esposto in Procura in merito.
“La percentuale è abbastanza elevata, mi pare si attesti intorno ai 45 o 50 giorni, che non sono pochi. L’episodio che però ho in particolare segnalato è un episodio isolato che stava diventando una sorta di costante. Annunciare già da prima che il giorno dopo si è malati mi pare molto strano. Questo non è tollerabile nel rispetto di tutti gli altri lavoratori che sacrificano ad esempio gli affetti per il bene della propria azienda. Deve prevalere un senso di giustizia e di equità, perché la Multiservizi è soprattutto dei lavoratori e della collettività. Un servizio svolto bene e dato bene all’utenza è un ritorno complessivo per l’immagine dell’azienda e anche economico. Peraltro la Lamezia Multiservizi è una delle poche utility in house che a livello calabrese ancora resiste".
E’ vero che ci sono dirigenti che guadagnano anche 100 mila euro all’anno? Per una società come la Multiservizi che sta vivendo una fase così delicata, è una cosa eticamente corretta?
“Tutti i dati in merito sono visibili sul nostro sito. E’ vero che ci sono stipendi che al nostro insediamento erano già stabilizzati. Sono dirigenti che si impegnano in modo particolare per l’azienda e che quindi probabilmente hanno anche maturato un certo diritto ad avere degli stipendi “maggiorati” che comprendono dei superminimi o degli assegni “ad personam”. Situazioni che non possiamo modificare se non con accordi complessivi che non riguardano i dirigenti ma tutta l’azienda. Anche queste sono cose che pesano sul conto, ma non sono certo determinanti per un cambio di rotta. Si tratta sicuramente di azioni che quanto meno andrebbero messe in cantiere".
Nel mese di marzo Lei e Tavella avete ricevuto minacce di morte. Ci sono evoluzioni nelle indagini e avete avuto qualche sentore?
“Non siamo aggiornati sull’evoluzione delle indagini. Abbiamo denunciato l’episodio al Commissariato soprattutto quando abbiamo contestualizzato che l’episodio era riferito ad entrambi, nello stesso giorno e con lo stesso messaggio. Sicuramente un discorso legato all’incarico che ricopriamo alla Multiservizi, anche se non abbiamo mai avuto problemi di nessuna sorta, se non dialoghi pacati con tutti, anche con fornitori e dipendenti, oltre al fatto che sia io che il consigliere Tavella impattiamo sulle risorse umane in maniera limitata, molte dinamiche non siamo noi a deciderle”.
Alessandra Renda
© RIPRODUZIONE RISERVATA