
Lamezia Terme - Un primo segno di rottura, una nomina di garanzia: è in questo senso che l’ex prefetto di Caserta, Arturo De Felice, è stato chiamato a guidare la Sacal, la società di gestione dell’aeroporto lametino e, da poco, degli altri due scali calabresi di Reggio e Crotone, dopo lo scandalo giudiziario che ha travolto i vertici con l’operazione Eumenidi. Una gatta da pelare, direbbe qualcuno, ma De Felice, voluto fortemente dal governatore Mario Oliverio, ha messo subito al lavoro i suoi, con una nuova squadra per cercare di dipanare la matassa all’interno della società.
Dopo l’inchiesta, che ha avuto anche i suoi sviluppi, con la sospensione per sei persone dalle cariche pubbliche e tra le quali rientra anche una dipendente Sacal, il consiglio di amministrazione è stato totalmente rinnovato. Prima con il cambio dello Statuto societario, passando da un cda a otto membri ad uno a cinque, poi con il rinnovo di tutti i componenti: i soci Marziale Battaglia per la provincia di Catanzaro, Manlio Guadagnuolo per il Comune di Lamezia Terme e l’imprenditore lametino Renato Caruso e sua figlia Adele, che tra l’altro è stata nominata vicepresidente, tra i soci privati.
A Lamezia, comunque, l’ex Prefetto, è un po’ di casa: due anni fa è stato insignito della cittadinanza onoraria e per cinque anni, dal 1987 al 1992, era al comando della polizia di Stato a Lamezia Terme, vivendo uno dei periodi forse più bui per la città, tra scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e l'atroce duplice omicidio di Salvatore Aversa e Lucia Precenzano il 4 gennaio del 1992. Originario di Reggio, tra i tanti incarichi che hanno costellato la sua carriera, c’è anche la nomina a direttore della Dia, di questore di Catanzaro e quella di prefetto su volere del ministro dell’interno, Angelino Alfano. Poco prima di essere nominato Presidente della Sacal, De Felice si è dimesso dalla carica di Prefetto di Caserta, l’ultimo in ordine di tempo dei suoi incarichi.
Nell’ultima riunione del cda, avete avuto modo di discutere del bilancio. Come sta la Sacal dal punto di vista economico?
“Confermo che il consiglio direttivo ha esaminato, in vista dell’imminente scadenza temporale, il bilancio della società relativo al 2016. Ovviamente ci siamo riservati il tempo di valutare e di fare, eventualmente, proposte migliorative, ma è chiaro che è la prima riunione che non ha portato ad alcune decisione definitiva in merito”.
Perché la società, da quello che ha potuto constatare, negli ultimi anni, ha chiuso i bilanci quasi sempre in rosso?
“Le motivazioni sono scritte negli allegati al bilancio, ovviamente riconducibili a delle spese che siamo stati obbligati a fare per legge. Abbiamo soprattutto scorporato una parte della società, perché così imponeva la norma, creando una società controllata al cento per cento che è la Sacal Gh che, ovviamente, ha bisogno di una particolare attenzione. Proprio per questo motivo, ho affidato ad un amministratore unico la gestione della società, per dare più attenzione e per mettere un tecnico molto esperto in questo settore: come avevo anticipato si tratta dell’ingegnere Guadagnuolo, nominato amministratore unico e che è già operativo. Questa delega prima era stata mantenuta dal mio predecessore, il presidente stesso, mentre ora ho ritenuto opportuno affidare questo compito a tempo pieno all’ingegnere, e l’ho fatto con un incarico ben preciso che è quello di essere più incisivo possibile nel contenimento dei costi. Il problema non è una disfunzione di attività ma di contenimento di costi, appunto”.
Per quanto riguarda il futuro, la Sacal ha diverse sfide da affrontare, penso alla nuova aerostazione, ad esempio.
“C’è un piano ben delineato con dei finanziamenti sia italiani che europei che noi porteremo avanti e con il massimo impegno. Ci sono già dei progetti depositati ma si lavora sul piano concreto. Sul piano della innovazione abbiamo a latere creato una struttura apposita che dovrà aumentare al massimo quella che è l’immagine, non solo dell’aeroporto di Lamezia, ma di tutti e tre gli aeroporti calabresi. Questo però richiede dei tempi tecnici e significa entrare nella piena disponibilità degli altri due scali, cosa che avverrà prima dell’estate”.
A proposito degli altri due aeroporti, quello di Reggio e Crotone, cosa accadrà in futuro?
“La nostra intenzione è quella di mantenere i tre scali perché questi sono quelli che ho trovato. La nostra strategia operativa è diversa, intanto per evitare accavallamenti inutili, ma soprattutto per cercare di farli funzionare al meglio, aderendo alle esigenze del territorio, poi con i direttori che sono sempre più incisivi con le loro richieste e, infatti, è sulla mediazione che stiamo portando avanti il nostro lavoro”.
Da più parti hanno richiesto un incontro con lei, come i sindacati, per discutere del piano industriale. C’è apertura da parte sua?
“I sindacati saranno ascoltati già nella prossima settimana ed è stata fissata una nuova data, saranno invitati a venire perché ritengo assolutamente indispensabile un confronto con le organizzazioni sindacali, così come con altre realtà ho avuto”.
Sulla nomina del direttore generale, invece, avete avuto il massimo riserbo. A breve farete un bando?
“Stiamo predisponendo un avviso pubblico, con la massima attenzione, da noi la figura del direttore generale sicuramente serve ma stiamo compensando con le personalità varie del cda per evitare di fare scelte affrettate”.
Nelle ultime ore, con l’operazione Crisalide, pare ci fosse un interessamento da parte delle cosche per entrare in Sacal..
“L’ho appreso dai giornali. Non posso dirle altro perché sono notizie giornalistiche. Per quanto ci riguarda, siamo a disposizione per collaborare con chiunque ci chieda ma non ci è stata fatta nessuna richiesta in tal senso”.
La città di Lamezia, dopo trent’anni, come l’ha trovata?
“Sono arrivato da pochissimi giorni e non posso risponderle”.
Rispetto a quanto accaduto in Sacal che idea si è fatto? Il suo è stato appellato subito come “nuovo corso”.
“I commenti si fanno sempre dopo le sentenze, non mi sembra il caso di fare paragoni. La società deve andare avanti perché ha una responsabilità enorme che è quello del trasporto aereo, e in termini di collegamenti, è quello di cui ha assolutamente bisogno perché la Calabria è l’ultima regione della penisola, perché è lontana da tutti quelli che sono i giri, non solo turistici e, magari, portare, perché no, business poiché è una regione che ne ha assolutamente bisogno. È una grande responsabilità, di cui non nascondiamo il carico, però io ho preso un impegno, insieme al cda lo porteremo avanti, nei limiti umani ma soprattutto consapevoli che noi abbiamo forse un valore aggiunto che è quello di essere tutti calabresi e tutti impegnati su questo territorio. Nuovo corso è una parola che si può dire sempre, diciamo che quando c’è un nuovo cda è fisiologico che ci sia un nuovo corso. Sarebbe sbagliato dire il contrario. In più io sono una persona che, di solito, ovunque sia stata, ha adottato lo spoil system, perché lo ritengo doveroso e impegnativo, anche per quanto riguarda i miei più stretti collaboratori. Lo continuerò a fare perché sono convinto che questo sia come una trasfusione, che si usa in casi di emergenza, e in un caso di emergenza come questo, anche coloro che stanno più vicini al cda e al presidente, devono essere totalmente rinnovati, perché solo così si può dare nuova linfa alla società”.
Claudia Strangis
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