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Lamezia Terme - “La malattia gli ha segnato anno dopo anno il corpo ma non è riuscita a consumare le sue parti più importanti: il cuore e il cervello rimasti giovani, con ancora tanta voglia di lottare”. E’ attraverso le parole della figlia Elena che la città rivolge oggi l’ultimo saluto al senatore Giuseppe Petronio, accompagnato da un cuscino di garofani rossi. Un saluto caloroso, di quanti l’hanno visto protagonista di molte battaglie per Lamezia e che oggi si sono ritrovati nella chiesa Matrice di Sambiase ricordando la persona che era.

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All’età di 80 anni, il senatore è deceduto lunedì nel reparto di rianimazione dell’ospedale Papa Giovanni Paolo II, dove era ricoverato da qualche settimana. Innumerevoli i messaggi di cordoglio arrivati per lui nelle ultime ore, dai suoi compagni di partito agli avversari politici, tutti concordi nel definirlo quale esempio di vera politica applicata alla vita, sempre dedito alla propria terra. E di cariche prestigiose, nel corso degli anni, Petronio ne ha ricoperte tante: senatore della Repubblica, sottosegretario di Stato alla Presidente del consiglio e sottosegretario ai trasporti, ma anche presidente della provincia di Catanzaro e Sindaco di Lamezia nel 1974 e il 1982.

Una vita spesa per la politica, dal partito socialista a quello democratico restando sempre una guida, un punto di riferimento per le nuove generazioni, o come lo hanno definito in molti “un gentiluomo con l’attitudine naturale al servizio del bene comune”. E oggi, per un ultimo saluto al Senatore, davanti al gonfalone del Comune, in tantissimi hanno preso parte alla messa officiata da Don Adamo Castagnaro e Padre Giovanni Sposato. C’erano la passata e la nuova amministrazione, l’ex sindaco Gianni Speranza e l’attuale primo cittadino Paolo Mascaro, ma anche molti esponenti politici che hanno con lui intrapreso un percorso comune o contrario, ma sempre nel rispetto e nel confronto. C’erano soprattutto i giovani del partito democratico, che con la sua scomparsa hanno perso una guida fondamentale.

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Commosse le parole del parlamentare Sebastiano Barbanti e soprattutto della figlia del senatore, Elena. “Oggi piangiamo un marito, un padre e un nonno meraviglioso – ha affermato – che lascia una grande verità fatta di valori e insegnamenti concreti in una vita spesa per la politica, prima per Sambiase e poi per Lamezia, senza mai dimenticare i suoi affetti privati. Oggi qui ci sono tanti suoi avversari politici, con i quali non è mai stato rigoroso ma ha cercato sempre il confronto, non conoscendo la cattiveria. Il nostro saluto va a tutti i presenti e a coloro i quali non l’hanno lasciato solo negli ultimi anni, soprattutto i giovani del Pd che sono stati in qualche maniera il suo ossigeno. Fate sempre tesoro del suo insegnamento”. 

Alessandra Renda

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