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Lamezia Terme – Proteste sulla sicurezza e le condizioni logistiche dello stadio D’Ippolito da parte di un gruppo di sostenitori della Vigor Lamezia, all’indomani della partita in casa contro la Reggina. “In occasione della partita di calcio tra Vigor Lamezia e Reggina – spiegano i tifosi - lo stadio comunale "Guido D'Ippolito" ha mostrato il suo volto peggiore, offrendo uno spettacolo di profondo degrado strutturale che solleva seri interrogativi sulla sicurezza della struttura e sulla gestione dei beni pubblici. A causa di un forte temporale durato circa 30 minuti, l'inizio della gara ha subito un inevitabile ritardo. Il vero disagio, tuttavia, si è consumato sugli spalti: le numerose persone accorse per assistere al match si sono riversate nella tribuna coperta per ripararsi dalla pioggia. Con sgradita sorpresa, i tifosi hanno dovuto constatare la totale inefficacia della grande tettoia.

L'acqua è infatti penetrata copiosamente in numerosi punti della copertura, costringendo molti spettatori a dover ricorrere all'uso degli ombrelli persino all'interno del settore coperto. A questo si aggiunge lo stato dei seggiolini, la maggior parte dei quali obsoleti, inzuppati d’acqua e visibilmente logorati dal tempo. La situazione non è migliore sul terreno di gioco: quello che un tempo era un manto erboso è ormai ridotto quasi interamente a terra battuta. Uno standard inaccettabile per due squadre storiche che militano in Serie D, una categoria nazionale regolamentata da precisi criteri infrastrutturali stabiliti dalla Lega Nazionale Dilettanti (LND). Questo stato di cose rappresenta un danno d'immagine incalcolabile per la città e un disincentivo economico per lo sport locale – affermano ancora - Davanti a questo scenario, emerge con forza il tema delle responsabilità giuridiche e amministrative.

Il Comune di Lamezia Terme, in qualità di proprietario e "custode" dell'impianto sportivo ha l'obbligo di legge di garantire l'incolumità pubblica attraverso la manutenzione ordinaria e straordinaria. La presenza di una tettoia fatiscente e di arredi obsoleti configura una chiara omissione di tale dovere: se qualcuno si fosse fatto male, o si farà male in futuro, l'Amministrazione sarà chiamata a rispondere direttamente dei danni. La politica locale non può continuare a ignorare un problema così palese. Se l'Assessore allo Sport e la Giunta hanno la responsabilità politica della programmazione e dei finanziamenti, il sindaco – quale massima autorità locale di protezione civile e sicurezza – ha il dovere inderogabile di tutelare i cittadini.

Davanti a un rischio strutturale così concreto, il primo cittadino ha il potere, e il dovere, di emettere ordinanze contingibili e urgenti per inibire l'accesso alle aree insicure o per disporre immediati lavori di messa in sicurezza. Non si può attendere l'ennesimo scontro politico o, peggio, un incidente sugli spalti prima di intervenire”.

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