
Lamezia Terme - Il processo di inclusione e di completa integrazione nella società per le persone con bisogni educativi speciali deve iniziare tra i banchi di scuola, primo passo per costruire una società dell’accoglienza e di paritetiche opportunità per tutti. Questa è la storia di Mattia, bambino speciale e del suo insegnate di scuola elementare Fiore Isabella. La speciale esperienza educativa di Isabella è diventata un libro: “La scuola secondo Mattia. Testimonianza pedagogica ed umana di un alunno che non c’è più” InCalabria Edizioni. La prefazione è un ricordo accorato della collega del maestro, Viviana Longo, anch’essa insegnante di Mattia. È una storia di inclusione, di educazione, ma soprattutto di amore. Al culmine della sua carriera di insegnante, oramai quasi prossimo al pensionamento, la vita di Isabella si incrocia con quella del piccolo Mattia, alunno affetto dalla sindrome di Down. Tra i due si crea un feeling che va oltre il semplice rapporto alunno-insegnate, tanto che il maestro si ritrova ad essere per Mattia quasi come un nonno.
L’intesa è tale che il processo di insegnamento diventa per loro un’operazione trasversale che aiuta Mattia a crescere ed Isabella ad imparare a rapportarsi con la diversa abilità del suo alunno. Mattia è quindi un piccolo pedagogista o come ama definirlo il suo maestro “è il piccolo rettore della sua Sorbona”. La scuola che Isabella progetta per lui è dunque senza pareti nè confini, un luogo ideale nel quale ciascuno è libero di gioire e di vivere la propria dimensione secondo le proprie potenzialità e non secondo uno standard di perfezione verso cui tutti dobbiamo tendere. Alla morte del ragazzo, scomparso prematuramente all’età di nove anni, il maestro sente il dovere morale di condividere questa storia.

Al Center Lucky Friends, centro sportivo ed aggregativo per ragazzi e bambini speciali, il presidente Rosario Cortese presenta, tramite un video-messaggio per la prima volta al pubblico il libro. La sala è gremita. Amici e parenti, il coach, i genitori di Mattia: tutti rivivono commossi la gioia di averlo conosciuto, attraverso un reading di poesie e di alcuni dei passi più toccanti del testo di Isabella. La lettura viene inframezzata musicalmente dalla voce del giovane cantautore Gennaro Nicolazzo; il suo pezzo “Fragile”, è una storia di bullismo, del pregiudizio di cui spesso sono vittime le persone più indifese.

Il tempo per l’emozione lascia spazio poi alle riflessioni, doverose, su come la scuola possa sopperire a quelle mancanze profonde di cui è deficitaria. É il momento del docente di filosofia Antonio Bagnato, interpellato dalla giornalista Maria Scaramuzzino, moderatrice dell’incontro. “Mattia incarna la possibilità di una scuola che va cambiata e capovolta”. Insieme al maestro Isabella è stato militante politico ai tempi di Enrico Berlinguer e ci racconta di un passato da insegnante nelle periferie, della difficoltà di operare ai margini e dell’urgenza sociale di dare a tutti i discenti la possibilità di progredire senza discriminazioni di alcun tipo. Bagnato sposa dunque la tesi pedagogica di Don Milani: “Il suo libro, Lettere ad una professoressa,” afferma, “è uno di quei testi che tutti i docenti dovrebbero leggere”. E chiude con una frase tratta dalla Critica della ragion pratica di Kant: “Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.” Ovvero, se è possibile ragionare a proposito di interventi migliorativi da apportare al mondo dell’insegnamento significa che è altrettanto possibile poterli attuare praticamente.
L’incontro si conclude con l’intervento di Miriam Molinaro, atleta vincitrice della medaglia d’argento in ginnastica ritmica agli Special Olympics World Games di Abu Dhabi, anche lei affetta dalla sindrome di Down; in un incontro alla camera dei deputati avvenuto con gli atleti in partenza per i giochi olimpici ci ha tenuto a dire, compiacendosi per la presenza delle telecamere “la disabilità è una ricchezza”.
D.C.


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