
Lamezia Terme - “Politiche sociali: affrontare le emergenze guardando al futuro", questo il tema di una conferenza stampa organizzata dall'Associazione "Una città dove vivere bene", sulle numerose criticità di un settore che a Lamezia sta "smarrendo" la dinamicità e l'autorevolezza di un tempo. A parlare con i giornalisti, Annamaria Lucchino, attivista per i diritti delle Persone con disabilità e Doris Lo Moro, presidente dell'Associazione. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, con la replica dell'Amministrazione comunale, lo scopo della conferenza stampa è stato quello di far conoscere le proposte enucleate in un documento con dieci punti essenziali. Garantire la continuità assistenziale come principio inderogabile; Costituire un Tavolo Permanente sulla Disabilità; Pubblicare annualmente il Piano territoriale per il Progetto di Vita; Rendere trasparenti i processi, i criteri di valutazione e di accesso ai servizi; Introdurre il monitoraggio permanente dei Progetti di Vita; Costruire un vero Budget di Progetto integrato; Rafforzare il ruolo del Terzo Settore nella coprogettazione; Investire nella formazione degli operatori e degli amministratori; Creare un Osservatorio territoriale sulla disabilità; Fare della disabilità una priorità trasversale dell'azione amministrativa.
"Ci siamo trovati per ragionare sulle criticità che stanno alla base di queste problematiche - ha detto Annamaria Lucchino - e quindi piuttosto che criticare ciò che non è stato fatto in questo anno, abbiamo deciso di produrre un documento. Un documento proattivo che dia in qualche modo degli input all'Amministrazione per avviare suggerimenti su degli step, diciamo, preparatori che possano servire per migliorare questa fase programmatoria per coinvolgere insomma meglio il Terzo settore e tante altre Associazione che non sono solo “Terzo Settore”, quindi in modo più completo, fare in modo che le diverse linee di finanziamento vengano integrate tra di loro per offrire ognuno un servizio e senza dare scadenza. Garantendo continuità dei servizi e monitoraggio".
Sulla situazione attuale e sulle risposte date dall'Amministrazione, la Lucchino ha informato di aver "fatto una richiesta di accesso agli atti dopo la risposta del Comune perché volevo comprendere meglio alcune dichiarazioni che hanno fatto. Perché, per esempio, dicono di aver recuperato dei fondi, aver aggiunto 250.000 euro circa dal fondo povertà. La realtà dei fatti è che il 5 maggio avevano ricevuto un procedimento di revoca da parte della Regione Calabria che gli aveva detto: ci dovete restituire questo fondo per la povertà. Gravissimo quindi, poi loro hanno fatto una comunicazione e hanno chiesto di poterlo inserire in questo calderone dell'assistenza domiciliare, ben venga per carità. Però in una città dove ci sono circa 5000 famiglie in povertà assoluta mi sembra inverosimile, quindi anche lì è sempre un problema programmatorio".
Dal canto suo, Doris Lo Moro ha criticato il ritardo della mancata approvazione del Rendiconto ancora nemmeno approdato in Giunta. "Abbiamo trovato - ha detto - le somme disponibili nel 2025 nei vari capitoli, e scoperto che ci sono circa 4milioni di euro, ma non sappiamo quanti soldi sono stati spesi, perché non abbiamo il Rendiconto 2025. Non siamo in condizione neanche di sapere, se non di intuire, se ci siano delle economie di spesa, dico di intuire. Perché nell'assegnazione delle risorse che stanno facendo in questi giorni si dice: abbiamo riutilizzato i fondi povertà dell'anno scorso. Primo, dovrebbero chiarire come mai in una città come questa c'è un residuo di fondi in povertà, visto il bisogno enorme che c'è; secondo, non c'è nulla di cui vantarsi perché la fluidità dei fondi è determinata dalla legge. Oggi - ha sottolineato la Lo Moro - nessuno si può arroccare dicendo c'è un vincolo, c'è una destinazione vincolata nelle politiche sociali. Questo non succede, c'è un'emergenza maggiore in un settore? I fondi trasmigrano da un settore a un altro. Come vedete, quindi, il vero problema è che chi governa questa città, dal punto di vista di vista politico, ma anche dirigenziale probabilmente a seguire, non hanno idee chiare su quelli che sono le cose su cui dovrebbero impegnarsi e di cui dovrebbero discutere. Le politiche sociali - ha chiosato - sono sicuramente un argomento trasversale, e c'è la necessità che si apra il confronto all'interno dei Tavoli programmatici all'interno degli organismi di partecipazione. Nel comunicato del Comune, che la stampa conosce, si dice che l'Amministrazione ha una sua visione. Quasi che la visione fosse un dogma, una parola, un'espressione linguistica che racchiude non si capisce cosa. Uno deve dire in cosa consiste la visione, non ho una visione. Ce l'hanno detto anche dell'urbanistica che hanno una visione, poi ci hanno portato pratiche in cui la visione non si è vista si è visto un'altra cosa".
A.C.
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