
Lamezia Terme - Pubblichiamo la lettera del medico Psichiatra Cesare Perri sul reparto di oncologia del nosocomio lametino. “Spesso sono stato assai critico verso quelle strutture sanitarie dove, anche se efficienti secondo i parametri da supermercato della sanità, il paziente è trattato come merce tra gli scaffali: "da consumarsi entro..."; non una 'persona' ma un codice a sbarre. Riferendomi poi all'ospedale di Lamezia ne ho messo in evidenza la progressiva agonia.
Eppure anche in un corpo in disfacimento alcuni organi continuano a funzionare: può essere il cervello, la vescica o il cuore. Per l'attenzione umana e professionale del Direttore Ettore Greco e di tutti gli operatori verso una dolorante utenza che proviene da varie parte della Calabria, l'Unità operativa complessa di Oncologia è una delle parti più vitali dell'ospedale, pur nel doveroso riconoscimento a tanti altri operatori che contribuiscono generosamente (per le scarse risorse e l'elevato stress personale) a tenerlo in vita.
E' auspicabile che la programmazione regionale, libera da biechi disegni localistici, rafforzi l'oncologia di Lamezia con adeguate risorse professionali e tecnologiche al fine di integrare l'attuale degenza in day hospital con 4-6 posti letto h.24, insieme alla attivazione di un hospice come già richiesto dal suo Direttore e allo sviluppo di prestazioni domiciliari. Una scelta che si tradurrebbe in una ulteriore riduzione della mobilità con conseguenti vantaggi clinici e sociali per i pazienti e le loro famiglie. Una globale valutazione dei costi-benefici è la modalità corretta per riorganizzare la sanità lametina".
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