Salta al contenuto principale

 pasquale-porchia_553c3_6a8b6.jpg

Lamezia Terme – Tramite una lettera, l’architetto Giovanni Iuffrida ricorda il professore Pasquale Porchia, scomparso ieri all’età di 82 anni.

“Caro professore,

scrivere in poche righe di te, intellettuale poliedrico, è di per sé una sofferenza, che la notizia della morte impone e rende impossibile la separazione tra chi è vissuto e chi sopravvive. Per parlare di te bisognerebbe scrivere tante lettere. La scrittura, soprattutto in questa breve lettera, è un atto di magia comunicativa in quanto elaborazione descrittiva dell’assenza. È difficile dire tutto in una sola volta, perché sono tante le cose che hai lasciato su quei banchi di scuola e in quelle aule che forse ancora adesso riflettono la tua voce, alta, chiara, sicura. La letteratura francese era per te un espediente, un mezzo, per educare alla lettura della vita. Gli anni della contestazione studentesca e la tua fede politica esaltavano la tua figura, punto di riferimento di intere generazioni, ti rendevano forte e fragile nello stesso tempo. Sono convinto che leggerai questa lettera, perché il vero e l’impossibile si equivalgono. Hai trasmesso con la tua naturalezza il senso vero dell’amicizia e l’hai tradotta nella pratica educativa come strumento di promozione sociale. Gli ultimi per te erano i privilegiati.

I tanti ricordi obbligano a delle scelte forzate, anche perché parlare di molte cose significa parlare del vuoto. Ma molte delle tue certezze mi rimandano al film L’attimo fuggente, perché, come il protagonista John Keating, hai scelto, da laureato in giurisprudenza, l’insegnamento: ‘mi piace insegnare, non voglio vivere in altri posti’. Si, come John Keating, che emanava intelligenza, simpatia e il carisma necessario a sviluppare creatività e chiarezza nei progetti di vita di noi ragazzi del corso ‘A’, di quel Liceo Scientifico portato dai garages di via Tommaso Fusco al palazzo della principessa d’Aquino: una delle tante contraddizioni della contestazione del tuo ‘sessantotto’. Rimane ancora viva la frase bellissima dello studente Neil Perry, in cui vedo racchiuso tutto il tuo insegnamento: ‘venite amici, che non è tardi per scoprire il nuovo mondo. Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte, e se anche non abbiamo l’energia che in giorni lontani mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi. Unica, eguale tempra di eroici cuori, indeboliti forse dal fato, ma con ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere’".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.