
Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di una cittadina lametina, Anna Fazzari, indirizzata al presidente del Tribunale di Lamezia Terme, Bruno Brattoli: "Il 26 luglio 2016 ho avuto l’onore d’ incontrarLa per palesare la mia situazione abitativa che da 6 anni è in attesa di una soluzione, dopo aver scritto una lettera aperta pubblicata sui mass media. Oggi 14 febbraio 2017, Le ri-scrivo pubblicamente per ringraziarLa delle lezioni di vita che mi ha impartito estendendola al Signor Presidente della Repubblica, al Signor Ministro della Giustizia ed a tutti coloro che sono riluttanti e dubbiosi nel far sentire le proprie ragioni con modalità legali. Sono cresciuta in una normale e semplice famiglia laboriosa che mi ha insegnato a rispettare le leggi della natura e della società, studiato tanto senza mai cedere ai percorsi facili ed alle scorciatoie, imparato l’etica da persone che hanno pagato (on.le Moro) con la vita l’impegno civile e politico, dissetato alle fonti dei saperi altri senza mai essere sazia, pagato quotidianamente nella vita lavorativa per aver denunciato pratiche non trasparenti, guardato dritta negli occhi chi mi è stato innanzi, espresso sempre le mie opinioni, lavorato, sofferto, pianto, gioito accanto alle tante persone in stato di bisogno e difficoltà in questa terra mortificata. Per tutte queste premesse di vita personale, oggi pubblicamente, Signor Presidente, La ringrazio, unitamente a chi reputo essere le massime cariche di legalità italiane, il Presidente della Repubblica ed il Ministro della Giustizia.
Grazie per avermi garantito di poter esprimere le mie ragioni ed averle vagliate con attenzione limpida e slegata da personalismi. Grazie per avermi fatto comprendere che siamo tutti uguali dinnanzi alla legge e che le leggi sono a tutela del semplice cittadino, quale io mi sento e sono, pur non frequentando i salotti ed i posti bene. Grazie per avermi fatto capire quel che non avevo capito bene dell’ultimo libro del Dott. Gratteri (che mi fa sempre sperare e mai rinunciare) sui “padroni e padrini”. Grazie per la fiducia profusami durante il colloquio, a più compresenze illustri, avuto con Lei e non avermi fatto sentire come una novella ed impacciata fantozziana persona. Grazie per avermi fatto sentire tutelata nel reclamare i miei diritti che avevo visto soffocati dalle parole racchiuse nei copiosi faldoni mille volte aperti e mille volte richiusi. Grazie per avermi spiegato i meccanismi trasparenti delle assegnazioni delle consulenze tecniche d’ufficio e della rotazione chiara degli incarichi. Grazie per aver risposto ai miei dubbi sui clientes questuanti sui gradini della piazza, dissolvendoli in modo cristallino. Grazie Signor Presidente per avermi fatto comprendere con i suoi gesti, le sue parole ed i suoi scritti, di non aver capito niente nei miei sessantuno anni di vita. Grazie Signor Presidente anche se mi sento frantumata profondamente nell’anima, mortificata nei pensieri e confusa. Grazie Signor Presidente e se Lei gentilmente me lo consentirà, lo farò di persona anche con il sostegno di chi mi ama e come me, ha fiducia nella legalità, qui a Lamezia Terme che occupa l’ultimo posto nello studio delle performance dei Tribunali civili pubblicati sul sito del Ministero della Giustizia per la durata dei processi (2036 giorni) e la ultra-triennalità delle cause. Io aspetto così come faccio da 6 anni anche se non so (forse no) cosa mi riserveranno gli scritti, consapevole che la vita, comunque, “se cado mi aspetta”. Grazie ancora Signor Presidente, unitamente a chi mi rappresenta al massimo nella legalità, il Presidente della Repubblica ed il Ministro della Giustizia. Grazie Anna Fazzari”.
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