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Lamezia Terme - “Sapersi adattare, diversificare e sentire sempre le opinioni di chi ci sta accanto, anche se divergono dalle nostre”. Questi i consigli che l'ingegnere Stefano Sinopoli, che dirige Bioage, l’azienda lametina operante nel settore delle nanotecnologie, dà agli studenti delle quinte classi del liceo scientifico “Galilei”, che vorranno lanciarsi nei nuovi modelli di business introdotti dalle startup, nell’incontro “Open Innovation”, moderato dalla giornalista Dora Anna Rocca.

Dopo i saluti della dirigente scolastica Teresa Goffredo, il dottor Paolo Marraffa, di Entopan (azienda che si occupa di innovazione), entra nel vivo dell’argomento, snocciolando una serie di numeri su un universo ancora poco esplorato, specialmente nel Mezzogiorno. Marraffa spiega infatti che “dal registro delle imprese, risultano esserci 6.582 startup che si trovano nel Nord Italia; circa 2.000 al Centro e solo 1.311 nel Sud Italia. In Calabria, le startup sono 244”. Nonostante i 500 milioni di euro di finanziamenti in totale nel 2018 - sottolinea Marraffa - da noi le startup sono in effetti poche. È anche un fatto culturale: non è un tema molto conosciuto. Così come non lo è il canale dei bandi regionali. Le imprese innovative possono comunque contare sull’aiuto di Unical, Entopan, Ntt Data, e Bioage”.

Bioage è una realtà riconosciuta anche fuori dai confini nazionali, come dimostrano i molti riconoscimenti ottenuti anche a livello europeo; l’ultimo, un paio di mesi fa a Monaco di Baviera per un lettore di impronte digitali. “Bioage è nata nel 2003 - racconta Sinopoli – e negli anni abbiamo investito molto nell’acquisizione di strumenti e macchinari. Le principali attività sono: produzione di strumentazione scientifica, servizi di progettazione per altre aziende, ricerca scientifica e trasferimento tecnologico. I nostri strumenti: sensori e biosensori, monitoraggio ambientale, strumenti per chimica e analisi di gas. Le competenze tecniche: progettazione hardware elettronica, progettazione meccanica 3d, sviluppo di prodotti e di prototipi e programmazione software e firmware”.

Giuseppe Maviglia

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