
Lamezia Terme - "Quello a cui stiamo assistendo da mesi in questa città, potrebbe appartenere senza dubbio all’onirico, alla fantascienza". Così Cristiano Matarazzo, Dirigente Azione Lamezia Terme che, in una nota, aggiunge: "Purtroppo, è tutto vero. Non voglio riferirmi a colori e bandiere di partito, perché ognuno sceglie le sue appartenenze sulla base del proprio sistema di valori. Il fatto che io sia un dirigente di Azione a Lamezia Terme, fa di me un osservatore attivo della questione politica cittadina si, ma non sostituisce o annulla il mio ben più importante ruolo di cittadino attivo che chiede semplicemente buon senso nell’attuazione dei compiti che spettano a qualunque amministrazione in carica. Stiamo assistendo a delle manifestazioni di assoluto disagio nella gestione della cosa pubblica e quindi nell’adempimento di azioni che dovrebbero essere pensate e attivate nel puro e semplice interesse della cittadinanza. Questo, a mio avviso, non sta avvenendo in pieno e comunque non in maniera soddisfacente e adeguata ad una realtà importante come quella del comune di Lamezia Terme".
"Si osservano continue bagarre e mini-bagarre interne - afferma Cristiano Matarazzo - passaggi da una parte all’altra, cose che, come minimo, dovrebbero far riflettere dal punto di vista etico e del mandato elettorale di chi ha votato. Emerge in maniera chiara, una volontà dei singoli individui, di soddisfare delle ambizioni personalissime, come se l’imperativo della politica fosse solo quello di vincere. Ma non è questo il ruolo istituzionale che si è chiamati a rivestire col mandato della gente. Il ruolo dovrebbe essere prima di ogni cosa quello di comunicare con onestà agli elettori l’andamento e le difficoltà della gestione, le cose che si vogliono e si devono fare e i tempi precisi entro i quali bisogna necessariamente portarle a compimento. Il famoso “mettersi a servizio” che fine ha fatto? Lo teniamo per i manifesti elettorali e per le interviste? Chi scende in campo e si propone di mettersi alla testa dei popoli (piccoli o grandi) dimentica spesso che si appresta a vivere una completa missione di servizio pubblico, qualcosa di totalizzante e oserei dire, quasi sacro. Non un modo per avere una via intitolata. Questo principio basilare che dovrebbe guidare l’azione politica, non si confà per niente con l’ego smisurato e il culto della propria personalità che imperversano indisturbatamente. Io non ho ricette miracolose per ovviare alle annose questioni che attanagliano la nostra comunità. Sono un uomo di 36 anni che ci ha perfino scritto un libro sui disagi della mia generazione e che partecipa alla vita di questa città in maniera attiva perché desidera vederla brillare, desidera vedere una macchina amministrativa attenta e realmente vicina alle istanze territoriali, al di là di chi ha 'l’ultima parola' in questo momento storico. Io non posso essere certo del fatto che altri avrebbero fatto meglio".
"Posso però proprio per questo - conclude il dirigente di Azione - osservare che le cose non funzionano come dovrebbero, non si fanno passi avanti e non si capisce qual è la visione. Smettiamola di buttarla sempre sull’antagonismo delle bandiere e dei colori politici, è desolante e di una pochezza degna della situazione globale. Noi possiamo scegliere di distinguerci nel dialogo e nel compromesso e nell’atteggiamento, ma in concretezza e tempi definiti però. Una città come Lamezia deve poter ragionare sull’oggi ma sempre con un concreto sguardo al futuro. Questo territorio, questa gente (tanta gente) piena di speranze e di talento, merita molto di più e lo merita da sempre. La città è stanca di essere umiliata e di non avere mai l’occasione di proporsi come modello di testa, come esempio sul panorama regionale e nazionale".
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