
Lamezia Terme – Il progetto di smantellamento del campo rom di Scordovillo è ormai entrato nella fase più strettamente operativa. Sei i nuclei che sono stati trasferiti dall’accampamento nei giorni scorsi e hanno preso alloggio in città, quattro famiglie nella zona di Nicastro e due in quella di Sambiase. Nel contempo sono iniziate le operazioni di abbattimento di alcune baracche: “Per ora ne sono state smantellate 18 e andremo avanti – spiega il sindaco Mario Murone a "Il Lametino.it" – fino alla completa bonifica dell’area”.
Il punto sul superamento di Scordovillo, Sindaco e don Panizza ridimensionano polemiche dei Comuni vicini
A fianco agli interventi logistici e operativi, prosegue poi l’intensa attività di accompagnamento portata avanti con il progetto “Intrecci - Abitiamo il Lametino” da undici enti con capofila la Comunità Progetto Sud fondata da don Giacomo Panizza: “Questo campo esiste dal 1982 – dichiara a "Il Lametino.it" don Panizza - e da allora sono stati tanti i tentativi di superamento di quello che è diventato un vero e proprio ghetto. Abbiamo assistito a ordinanze di sgombero, sequestri dell’autorità giudiziaria, varie forme di investimenti ma nessun progetto è andato mai in porto perché mancava il pilastro fondamentale, ovvero l’accompagnamento, i percorsi di inclusione e coinvolgimento della comunità verso la scelta consapevole di abbandonare il campo per nuove soluzioni abitative. In questi anni noi non abbiamo mai smesso di lavorare all’interno del campo, con percorsi di alfabetizzazione, tutela sanitaria, inserimento lavorativo”. Le parole chiave per don Giacomo sono integrazione e, appunto, intrecci “fra interventi operativi e mediazione sociale in nome di una reciproca responsabilità”.
A tenere banco da alcune settimane, poi, è la fibrillazione di cinque sindaci del comprensorio – San Pietro a Maida, Curinga, Platania, Maida e Pianopoli - rispetto alla possibilità che alcuni nuclei possano essere dislocati nelle loro comunità. “Non è detto – spiega don Panizza – che alcune famiglie debbano essere dislocate al di fuori di Lamezia Terme. E’ ancora in corso sul territorio cittadino la ricerca dei pochi alloggi ancora necessari per completare il quadro, per cui non sappiamo se effettivamente sarà presa in considerazione la possibilità che siano coinvolti nel progetto altri Comuni. Mi pare che le reazioni da parte dei sindaci non siano fondate su dati attualmente reali, di fatto si sta valutando ad oggi solo un’unica struttura fuori Lamezia”.
Anche il sindaco Mario Murone ridimensiona il caso: “Stiamo lavorando, ancora non è stato deciso nulla e in ogni caso si potrebbe trattare di un numero molto esiguo di famiglie. A ogni modo – aggiunge – non posso non constatare una contraddizione di fondo in questi primi cittadini che appartengono a un’area politica che dell’integrazione e dell’uguaglianza fa un caposaldo della propria identità politica. Credo che le contrapposizioni e i pregiudizi non servano in alcun modo”.
Giulia Veltri
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