
Lamezia Terme - Da "Dimissionari a Missionari". Questo il titolo dato al Festival dei catechisti. Un momento di comunione e di festa a conclusione dell'anno pastorale diocesano all'ingresso di Piazza San Domenico, a confronto con Diocesi e catechisti dedicato ai giovani. Sono il dialogo e l'incontro gli obiettivi prefissati dai movimenti e dalle associazioni che hanno pensato l'idea.
A parlare del ricco pomeriggio, fra canti, musiche e balli, don Antonio Colombino, direttore della pastorale giovanile che insieme alla équipe e alla consulta hanno organizzato questa giornata con e per i giovani a livello diocesano. Insieme a lui anche don Angelo Cerra, direttore dell'ufficio catechistico della diocesi. Presente all'evento anche la comunità Gesù ama.

La giornata nasce dal desiderio di Papa Francesco di incontrare più giovani possibili, non soltanto legati al credo cattolico. "Incontrare i giovani da un punto di partenza esistenziale di dubbio, è importante che sia un incontro prima di tutto con delle persone e poi con Cristo" - ha affermato don Antonio. Un appuntamento che calza a pennello proprio in occasione del sinodo dei giovani che si celebrerà ad ottobre, con l'auspicio che i giovani al termine della giornata possano porre domande e ricevere risposte dalla Chiesa.
"I giovani qui presenti fanno parte di diverse realtà, di movimenti e associazioni, fra cui il movimento neocatecumenale, movimento apostolico, unitalsi, azione cattolica, scout, tutte le realtà giovanili che arrivano dalle parrocchie lametine e dalle parrocchie limitrofi, dalle parrocchie di Ievoli, Soveria, Marcellinara, e altre ancora".
Un momento di condivisione per tutta la Diocesi. Il pomeriggio è stato pensato con un momento di ingresso e d'animazione, a seguire un momento molto importante e delicato, di testimonianza di giovani che sono usciti dalle droghe, dalle dipendenze. "Due giovani di 22 e 23 anni del Movimento Nuovi Orizzonti si raccontano - ha affermato don Paolo - andando dentro il proprio vissuto, nella dipendenza della droga, un Movimento che nasce da Chiara Amirante, una signora che da giovane andò a soccorrere i barboni a Roma vicino la stazione Termini. Perché i giovani? Per dare un annuncio dal basso, che parte dai ragazzi, nostri coetanei che possono dare un annuncio di conversione, e di fede".

La fede come gratitudine. Contemporaneamente, i catechisti hanno tenuto un laboratorio di formazione presso Santa Maria Maggiore. La serata si è conclusa con lo spettacolo di Frate Magone, che attraverso la magia del teatro ha comunicato in maniera trasversale un messaggio di annuncio e di fede. Inoltre, su Corso Giovanni Nicotera è stato dato spazio a un altro laboratorio, incentrato su 10 parole chiavi che il Papa ha indicato ai giovani: fare casa, fare progetto, fare cura, fare incontro.
V.D.
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