
Lamezia Terme – Un fenomeno che si concentra in determinate aree e che necessita dei limiti, anche per la sicurezza dei cittadini. Partendo da questo, la Commissione Straordinaria del Comune di Lamezia Terme, ha emanato una ordinanza contro la prostituzione su strada: fenomeno che nella realtà lametina è esteso, in particolar modo, in determinate aree e in particolar modo, in alcune zone della città, che vengono individuate in Piazzale Locomotiva a Sant'Eufemia, Piazza Mazzini a Nicastro, Piazza Fiorentino a Sambiase, la Statale 18 nel tratto compreso tra Acconia di Curinga ed il ponte sul torrente Cafarone.
L’ordinanza emanata dalla Commissione Straordinaria si concentra specialmente ad arginare e vietare tutti quei comportamenti che potrebbero turbare la quiete pubblica e, per questo, ha deciso che a decorrere dal 10 aprile e fino al 31 dicembre prossimo, per esigenze di sicurezza pubblica, di stabilire alcune norme e divieti sulla scia di quelli già stabiliti in una precedente ordinanza emanata nel novembre 2016.
Nonostante quell’ordinanza, però, così come si specifica: “permangono, a causa dell'esercizio del meretricio, le situazioni di pericolo enunciate nel citato provvedimento sindacale si registrano presenze di donne dedite alla mercificazione del proprio corpo anche nelle piazze principali di Nicastro e Sambiase”.
I divieti stabiliti dall’ordinanza sono sostanzialmente tre e, chi dovesse trasgredire questi divieti “comportamentali” potrebbe essere sanzionato penalmente e amministrativamente, con una sanzione pecuniaria che varia dai 250 ai 516 euro.
Nello specifico è stato disposto, dal 10 aprile al 31 dicembre 2018 il divieto di:
- porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione; La violazione si concretizza con lo stazionamento e/o l’appostamento della persona e/o l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, e/o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa persona stia esercitando la prostituzione;
- richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti al precedente punto 1) e concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento;
- alla guida di veicoli, eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale al fine di porre in essere i comportamenti descritti al punto 2).
Si tratta di provvedimenti ritenuti necessari, infatti, perché, come viene spiegato nel documento questa è una “forma di occupazione delle strade e dei marciapiedi ed anche delle Piazze (quale le già citate Piazza Locomotiva, Piazza Mazzini, Piazza Fiorentino) è effettivamente imposta in modo prepotente alla collettività ed in particolar modo ai residenti prossimi alle predette aree che ne devono subire tutti gli aspetti negativi e deleteri per quanto attiene alle legittime aspettative di un quieto vivere (offerte di prestazioni sessuali ai cittadini nelle vicinanze, grida e schiamazzi, aggressioni verbali o fisiche tentati o consumati ai danni delle prostitute da parte di clienti e “protettori” delle stesse, sporcizia a terra a seguito della consumazione dei rapporti sessuali o del prolungato stazionamento in loco delle persone dedite al meretricio che spesso espletano necessità fisiologiche e gettano rifiuti vari a terra o dentro a giardini di abitazioni private)”.
Vengono valutati, inoltre, “come risulta anche dai dati forniti dalle Forze di Polizia – i gravissimi effetti negativi dell’invadente fenomeno sulla sicurezza pubblica e sul senso di abbandono suscitati nei residenti, in quanto l’attività in argomento e le modalità di esercizio della medesima limitano l’utilizzo degli spazi pubblici in aree anche residenziali densamente popolate e frequentate anche da nuclei familiari con minori di età generando in seno alla cittadinanza disagio ed allarme e la preannunciata intenzione di organizzare forme spontanee ed autogestite di controllo del territorio”.
Non si tratta di una “novità”: tempo fa ci fu una operazione della polizia locale lametina, per contrastare il fenomeno, chiamata “on the Road”, mentre l’ultima in ordine di tempo è stata quella coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia e portata avanti dai carabinieri del Gruppo di Lamezia, chiamata appunto “Locomotiva”, dalla zona di Sant’Eufemia vicino la stazione ferroviaria, nota per essere luogo dove avviene la prostituzione.
Dalle indagini era emersa una vera e propria tratta di donne, usate come oggetti e utilizzate come fossero merce di scambio: partire dalla Nigeria con la promessa di un lavoro serio e onesto in Italia e ritrovarsi, prima ancora di arrivare, schiave della prostituzione. Il tutto passando dalla Libia, dove venivano barbaramente sfruttate.
Uno spaccato di crudeltà, sfruttamento e degrado purtroppo non nuovo alle cronache.
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