
Lamezia Terme - La sede di Unioncamere di Lamezia Terme ha ospitato l’edizione 2016 del premio Mary Cefaly. Si tratta di un riconoscimento dedicato alla memoria di una donna di grande ingegno e, come ha sottolineato Paolo Abramo, “è stata premonitrice di sistemi all’avanguardia nell’agricoltura e non. Il premio è stato fortemente voluto dalla Camera di Commercio di Catanzaro, presieduta dallo stesso Abramo e dalla Fidapa sezione Curinga-Acconia presieduta da Adalgisa Parisi. L’evento è servito per affrontare un argomento importante: quello delle donne nel territorio calabrese, dove in una terra martoriata e dimenticata possono essere un punto di forza enorme e dove donne coraggiose possono fare la differenza. La presidente Fidapa sezione Curinga-Acconia Adalgisa Parisi ha precisato “le problematiche delle donne sono sempre attuali e Mary Cefaly può essere uno stimolo per tutte, perché è un esempio da seguire e quindi da promulgare”.
Tre le premiate per le sezioni “Arte e Cultura”, “Impresa”, “Professioni e Pubblica Amministrazione”. Tre donne di ingegno, determinazione e cuore, principi, questi, in linea con quelli che sono alla base dello stato internazionale della Fidapa e che rispecchiano anche la Figura di Mary Cefaly. Per la sezione “Arte e Cultura” è stata premiata l’archeologa e scrittrice calabrese Eliana Iorfida con la motivazione dell’aver saputo reinventarsi professionalmente dopo il rientro forzato da una campagna di scavi nella Siria martoriata dalla guerra, in lei si fondono la cultura dei luoghi, la storia e l’arte di scrivere.

Per la sezione “Impresa” il premio è stato donato ad Angela Donato imprenditrice del settore turistico per aver affermato la capacità di pensare e agire in modo globale. Con la sua attività iniziata in Egitto, poi trasformata in libera impresa in Medio Oriente e oggi diventata una brillante esperienza attiva a livello internazionale nel cuore del territorio catanzarese, testimonia la possibilità di intraprendere progetti in contesti sfavorevoli, dove si è in grado di valorizzare la qualità della vita, affetti e valori umani, senza sacrificare ambizioni e progetti di vita.
Per la sezione “Professioni e Pubblica Amministrazione” il premio è andato a Erika Cione ricercatrice e docente universitaria, mamma e imprenditrice per aver inventato ‘Galascreen’, un proprio brevetto bio-medicale, realizzato nei laboratori di ricerca calabresi che permette un miglioramento della vita delle mamme in allattamento e fornisce un significativo apporto per la prevenzione del carcinoma mammario.
A.B.



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