
Lamezia Terme - “A casa nostra? Si…accogliamoli”: questo il titolo eloquente dell’incontro organizzato da Caritas e Fondazione Migrantes sul tema attualissimo dell’immigrazione minorile, in occasione del quale è stato presentato il XXV Rapporto nazionale sull’immigrazione, relativo al 2015. Al tavolo dei lavoratori, moderati da Salvatore D’Elia, il vescovo Cantafora, il sindaco Mascaro, la giornalista Maria Scaramuzzino, fra i redattori del rapporto, Nicola Emanuela dello Sprar per minori “Luna rossa”, il giovane egiziano Michael Farid, che ha portato la propria testimonianza di vita in Italia.
In platea un uditorio di ragazzi provenienti dal liceo Campanella, dal Galilei e dal Fiorentino cui sono state dirette parole di speranza da parte di Monsignor Cantafora rispetto al futuro di integrazione con i coetanei di diversa provenienza. “I media – sottolinea Cantafora – parlano con un eufemismo di minori non accompagnati, ma dietro ognuno di questi giovani c’è la storia d’un abbandono, del distacco traumatico dalla famiglia.” E proprio ai minori non accompagnati è stato indirizzato nel senso dell’accoglienza un intervento che viene da parte del Comune, con approvazione e rinnovo per il triennio 2017/2019 il progetto Sprar a loro dedicato. “ Ci impegniamo a tendere la mano con atti concreti” dice Mascaro, che condanna le logiche grette di chi alza il muro dell’insofferenza o dell’ostilità di fronte a problematiche di così forte impatto sociale. Un impatto che viene reso con particolare efficacia dai dati riportati nel XXV Rapporto sull’ immigrazione, in particolare quelli riguardanti la Calabria, presentati da Maria Scaramuzzino.
Dati che fotografano una situazione in cui 91.354 stranieri risiedono sul territorio, svolgendo soprattutto le attività lavorative che gli italiani rifiutano di svolgere: sono impiegati quindi nei servizi – badanti, colf -, poi nell’agricoltura, nelle costruzioni e nel commercio. Dei loro figli, che frequentano la scuola, il 23,2% sono nati in Italia, il 76,8% nei paesi di provenienza. “La Calabria non è rimasta indietro – dice la Scaramuzzino – ma è riuscita ad attivarsi: in particolare l’associazionismo cattolico è riuscito ad mettersi in gioco affrontando problemi che le amministrazioni locali non riuscivano ad affrontare.” Lamezia, secondo le parole della giornalista, è “una delle città più multietniche della Calabria, in prima linea in questo senso.”
Lo dimostrano una serie di realtà che agiscono in rete all’interno della Diocesi – Le Querce di Mamre, Casa Shalom, il Centro culturale Insieme, la Caritas e lo stesso Ufficio Migrantes gestito da suor Manuela Simoes – che offrono un’accoglienza non solo materiale ma anche culturale. Come lo Sprar Luna rossa, ubicato in una struttura confiscata alla criminalità organizzata, di cui Nicola Emanuele ha raccontato il lavoro d’equippe, l’interazione con le scuole e con le associazioni presenti sul territorio, l’impegno per accompagnare i giovani dal punto di vista legale, socio-sanitario, psicologico, linguistico, lavorativo. A concludere le testimonianze di due giovani ospiti di Luna Rossa e l'intervento dell'operatrice Alessandra Cugnetto.
Giulia De Sensi
© RIPRODUZIONE RISERVATA