
Lamezia Terme – “Abbiamo sporto querela contro ignoti, perché questo fatto paradossale non può passare inosservato. La Guardia di finanza ha avviato le indagini. Vedremo cosa succederà”. Ad annunciarlo, in una conferenza stampa dal titolo molto eloquente “La verità sulla chiusura degli Infopoint negli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria”, è l’avvocato Pasqualino Scaramuzzino, che assiste legalmente la Pro loco di Lamezia, “in una vicenda che trae spunto da un cartello amaro, ‘Chiuso per ferie’, che tutti abbiamo visto in aeroporto e che è come un pugno nello stomaco, considerando che la Calabria vive di turismo. Ma la Regione trascura questo dato”. Scaramuzzino, che evidenzia come la “Riviera romagnola sia avanti nell’intercettare nuovi flussi di turismo, mentre noi ci perdiamo in banalità”, scende quindi nel dettaglio, elencando i fatti: “Sacal avvia una manifestazione d’interesse per la gestione 2019 degli Infopoint negli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria. La Pro loco di Lamezia, tra gli altri, risponde. Quindi, Sacal indice la gara, invitando tutti i soggetti che avevano dato disponibilità. Successivamente, Sacal invia la lettera con l’invito a presentare l’offerta per la gestione del servizio Iat (Informazioni e accoglienza turistica). Poi, la società comunica la data di apertura delle buste: 26 giugno. Ma è in quella sede che la Pro loco di Lamezia capisce che un partecipante non ha i requisiti minimi. Lo fa presente, ma Sacal va avanti. Così partono due diffide”.
“A questo punto – aggiunge Scaramuzzino - Sacal prende atto che quel soggetto non fosse titolato e annulla il provvedimento, aggiudicando i due sportelli alla Pro loco lametina, che non è nuova, visto che se ne occupa dal 2005. La Pro loco, quindi, è titolare, e si organizza per la gestione, dopo la comunicazione di Sacal datata 12 luglio. Ed è qui che scoppia il putiferio. La Pro loco di Lamezia non è ritenuta politicamente affidabile dalla Regione Calabria. Segue il rimpallo Sacal- Regione. Ma ad oggi la responsabilità è solo della Regione. Sacal, infatti, ha fatto tutto dal punto di vista procedurale”. Ma, secondo Scaramuzzino, “il dato inquietante è un altro”. Spiega il legale: “Il diavolo, però, fa le pentole, ma non i coperchi. Giusy Ruberto, presidente della Pro loco lametina, infatti, riceve una strana telefonata da parte del titolare di una società che chiede assistenza alla Pro loco per la gestione dei due Infopoint, in quanto affidata loro dal dipartimento regionale. La presidente Ruberto ha anche incontrato questa persona. È evidente che qualcuno in Cittadella sia intervenuto per l’affidamento a questa società, senza un minimo di trasparenza”.
Al tavolo con Scaramuzzino c’è la presidente Giusy Ruberto, che, numeri alla mano, sottolinea il carattere strategico degli Infopoint: “Tra quelle pervenute al desk e quelle al telefono, sono in totale 105.798 le richieste durante il periodo d’attività. Complessivamente, gli utenti di provenienza estera che hanno usufruito del servizio Iat – Infopoint sono stati 22.473. Mentre 40.736 utenti si sono rivolti al desk per avere informazioni inerenti ai servizi aeroportuali”. Presenti in sala l’ex vicesindaco della Giunta Speranza, Milena Liotta, l’ex consigliere comunale Armando Chirumbolo, Alessio Filippone (Patto sociale), Angelo Greco, responsabile provinciale Lega Giovani, Antonio D’Alessi, responsabile Formazione dell’Accademia federale della Lega, e l’ex presidente del Consiglio regionale Franco Talarico. Che, a margine della conferenza stampa, afferma: “È un fatto grave, dovuto a questioni di bottega, che non fa bene all’immagine della Calabria. Peraltro, gli Iat sono stati una mia iniziativa legislativa”.
Giuseppe Maviglia
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