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Lamezia Terme - "Un appuntamento intenso e partecipato che ha saputo unire riflessione, testimonianza personale e approfondimento politico-culturale, inserendosi pienamente nel lungo percorso che condurrà al Pride. La serata in cui è stato inserito il talk “Queer & Ora”, giovedì 30 luglio, è stata organizzata dall’avvocata Chiara Sacco, attivista e membro di Arciequa Catanzaro APS e mirabilmente moderata da Giovanni Leone, insegnante, co-fondatore di Padov-HA e del progetto Tiresia, che ha accompagnato con equilibrio e sensibilità gli interventi, contribuendo a dare ritmo e profondità al confronto e a mantenere vivo il dialogo tra le diverse voci presenti" è quanto si legge in una nota.

"Nel suo intervento, Giovanni Carpanzano, regista, presidente di Arciequa e portavoce del Catanzaro Pride - precisano - ha tracciato il senso di questo cammino collettivo, ricordando come il Pride non sia soltanto un momento finale, ma l’esito di un percorso ampio e complesso, fatto di impegno costante, presenza sul territorio, alleanze, ascolto e costruzione di comunità. Ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare con determinazione per creare spazi sempre più inclusivi e riconoscibili, capaci di restituire dignità, visibilità e forza a tutte le soggettività coinvolte".

"Particolarmente toccante - aggiungono - è stato il racconto di Francesco Gullo, content creator, che ha condiviso con grande sincerità la propria esperienza personale di vittima di bullismo durante gli anni della scuola, arrivando a raccontare come quel vissuto lo avesse portato anche a pensare al suicidio, in un momento in cui si sentiva isolato e non compreso. Le sue parole hanno portato in sala una testimonianza forte, che ha mostrato quanto le ferite del passato possano segnare profondamente una persona, ma anche come sia possibile trasformare quel dolore in un gesto di presenza, appartenenza e ritorno. Francesco ha raccontato infatti di essere rimasto legato a questa terra e di tornarvi ogni volta che può, come segno di un rapporto profondo con il proprio territorio e con la propria storia". 

"Molto significativo anche l’intervento di Paola Biondi, psicologa e vicepresidente di Rete Lenford, che - aggiugono - ha offerto un contributo prezioso sul piano umano e scientifico. Ha richiamato con forza l’importanza di non lasciare indietro nessuno e di riconoscere pienamente ogni persona nella sua identità e nella sua soggettività. Nel suo intervento ha evidenziato come il linguaggio abbia un potere concreto e reale: chiamare una persona con il nome scelto e riconoscerla correttamente non è un gesto formale, ma un atto che può incidere profondamente sulla salute psicologica e, in molti casi, persino sulla possibilità di salvare vite. Il suo intervento ha riportato al centro il tema del riconoscimento come pratica quotidiana di cura, responsabilità e rispetto".

"Particolarmente significativo - continuano - è stato anche il contributo della professoressa Claudia Atzeni, docente di teorie criminologiche e rappresentazioni di genere, assegnista di ricerca in Filosofia del diritto presso l’UMG, che ha parlato delle lotte queer e del loro carattere profondamente intersezionale, mettendo in relazione queste battaglie con quelle femministe e con altri gruppi minoritari. Ha evidenziato come queste lotte condividano radici comuni e come proprio su questo punto si giochi una parte decisiva del presente politico e sociale. Il suo intervento ha posto l’accento sul tentativo, spesso portato avanti dalle destre, di separare e isolare i vari gruppi minoritari, ostacolando il dialogo tra loro affinché non emerga con chiarezza la matrice comune delle discriminazioni e delle oppressioni. Un’analisi lucida e necessaria, che ha aiutato a leggere il presente con maggiore consapevolezza e a ribadire l’importanza delle alleanze tra movimenti".

"Sul fronte politico e giuridico, l’avvocato Matteo Mammini, presidente di Rete Lenford, ha fatto il punto sulla situazione legislativa italiana, offrendo un quadro lucido e necessariamente critico. Ha ricordato come spesso si tenda a presentare come già acquisiti diritti che, in realtà, in Italia sono ancora lontani dall’essere pienamente garantiti e riconosciuti. Il confronto con altri Paesi europei ha reso evidente la distanza ancora esistente: è stato richiamato, ad esempio, il caso dei Paesi Bassi, che oggi celebrano i 25 anni di matrimonio egualitario, un riferimento significativo per comprendere quanto sia ancora lungo il cammino verso una piena uguaglianza sostanziale. Il suo contributo ha aiutato a collocare il dibattito dentro un quadro più ampio, fatto di diritti, tutele, ritardi normativi e necessità di avanzamento reale".

"La serata ha così restituito l’immagine di una comunità viva, consapevole e determinata, capace di tenere insieme memoria, diritti, vissuti personali e prospettive future. Il talk ha mostrato quanto sia fondamentale creare momenti di confronto come questo, in cui le esperienze individuali diventano strumenti di consapevolezza collettiva e in cui la parola pubblica assume un valore politico e sociale decisivo. In questo senso, “Queer & Ora” non è stato soltanto un incontro, ma un passaggio importante dentro un processo più ampio di costruzione, riconoscimento e mobilitazione che continua a guardare al Pride come a un orizzonte di partecipazione, visibilità e libertà. A seguire, un momento di convivialità con il DJ set di Dylan Jay. La serata è stata possibile grazie ai main sponsor Guglielmo e Comalca. Un sentito ringraziamento va allo Spazio Sociale Addunati di Lamezia Terme che ha ospitato il Pride Talk con generosità e partecipazione, contribuendo a rendere possibile questa importante serata di confronto e condivisione". 

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