
Lamezia Terme - Un dibattito serrato sulla riforma costituzionale in vista del referendum del quattro dicembre condotto con l’occhio giuridico di chi frequenta quotidianamente i tribunali e non è spaventato dalla lettura di testi complessi come quello in questione. Ad organizzare l’iniziativa dal titolo “La Riforma Costituzionale sottoposta a referendum” l’Associazione Nazionale Forense (ANF), sezione di Lamezia Terme, con a capo Nicolino Panedrigrano. Un evento che ha messo a confronto le due visioni sull’argomento affidandosi al presidente emerito del locale consiglio dell’ordine degli avvocati Antonio Romano, al consigliere della Corte d’Appello di Catanzaro Emilio Sirianni e al consigliere di Anf Lucia Alessandra Cittadino. A fare le veci di Antonello Bevilacqua, presidente del consiglio dell’ordine, l’avvocato Lucio Canzoniere.
Appassionato l’intervento di Romano secondo cui la riforma altro non è che “un pasticcio, un impiastro costituito da norme di difficile lettura e a tratti logorroiche”. Ma non solo. Rispetto al testo sarebbero state, secondo il giurista, diffuse diverse bugie o false verità per non fare apparire quello che in realtà la riforma realmente stabilisce. “Non è una riforma del governo, ma del Presidente del Consiglio”, ha insistito ancora Romano augurandosi poi che il 22 dicembre 2017 la Costituzione “possa compiere 70 anni senza essere stata manipolata”.
Diverso il pensiero di Lucia Alessandra Cittadino che ha definito la riforma coraggiosa, specie per quanto riguarda la parte relativa alla diminuzione dei senatori. “E’ innegabile – ha affermato - che ci sia un vantaggio economico dal taglio dei parlamentari, così come dalla cancellazione del Cnel”. L’avvocato ha poi respinto la tesi che la riforma sia stata solo recepita dai parlamentari che si sarebbero adeguati a quanto promosso da Renzi e Boschi, sostenendo, al contrario, che“ci sono stati due anni di lavori in cui questi sono stati coinvolti”. “Sicuramente si poteva fare di meglio – ha concluso – probabilmente anche i nostri padri costituenti avrebbero potuto farlo, ma non è una scusa per non fare”.
Tiziana Bagnato
© RIPRODUZIONE RISERVATA