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Lamezia Terme – “Se comprendere è impossibile conoscere è fondamentale, puntare alla conoscenza e alla formazione di una società che miri sui valori della solidarietà e del rispetto”. Così Natalìa Maiello il prefetto del Rotary club di Lamezia Terme in merito alle iniziative inerenti la ‘Giornata della memoria in ricordo alle vittime della Shoah’ che sono proseguite con un incontro del Rotary club di Lamezia.

A relazionare sono stati il presidente del Rotary Giuseppe Senese, il Prefetto del Rotary Natalìa Maiello e la socia Luciana Parlati. La giornata della memoria in ricordo della shoah ricade, quest’anno, a trenta anni dalla morte di Primo Levi. Il presidente Senese nel suo intervento introduttivo ha tenuto a specificare come la memoria sia una componente fondamentale della nostra mente e pertanto è basilare per far riaffiorare in noi dei ricordi. Ma, a volte,  la mente umana segue dei ‘percorsi sbagliati’ che portano alla perpetrazione del male come è accaduto nelle esecuzioni delle barbarie naziste”. “E - ha continuato - si uccideva o si bruciava una persona viva in quanto considerata come una mera bestia sacrificale". Maiello ha spiegato l'inferno che si celava dietro  la frase Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi). Un inferno palesato al mondo intero, spesso insabbiato dal regime del Reich, dall'intervento dell'armata rossa, quando il 27 gennaio 1945 liberò gli ebrei da Auschwitz”. “Alla base del folle progetto nazista c'era l'antisemitismo che puntava alla creazione, secondo il loro disumano ideale, di una razza pura quella ariana a discapito dei loro più grandi nemici: gli ebrei”.

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La Maiello ha poi ricordato altri episodi che hanno contribuito ad aumentare l’alienazione di un popolo come ‘La notte dei cristalli’ del 1938 quando vennero distrutte le attività degli ebrei o peggio ancora gli esperimenti eseguiti sui gemelli dello scienziato tedesco Josef Mengele che aveva l'ossessione per i colori: occhi azzurri e capelli biondi per tutti, secondo i codici dalla razza ariana. Umiliazioni che si sono poi amplificate  con la promulgazione delle leggi razziali che vietarono qualsiasi cosa agli ebrei”. E disconoscendo le tesi di chi dice che la shoah non sia mai esistita come la si racconta ha ribadito che, “se comprendere è impossibile conoscere è fondamentale, una conoscenza questa che deve essere trasferita alle future generazioni e che sia per i posteri un forte monito affinché queste cose non accadano mai più”. “la memoria - ha appuntato - è uno strumento fondamentale per capire il passato ed è necessario fare una vera assunzione di consapevolezza senza ovviamente tralasciare le tragedie recenti (guerra nei balcani, genocidio in Cambogia…), ma - ha concluso - quella nazista è stata la più ramificata perché ha coinvolto un popolo intero”. A dare un contributo al dibattito alcuni filmati sui campi di sterminio e la lettura di alcuni passi degli scritti di Primo Levi che narrano con estrema chiarezza la sconvolgente vergogna dei campi di concentramento.   

Francesco Ielà

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