
Lamezia Terme - Approvazione del bilancio 2016, la nomina del cda e soprattutto, la modifica dello Statuto societario, in base all’attuale legge “Madia”. Sono questi i punti focali su cui si dovrà discutere all’interno della Sacal, la società che gestisce, ormai, gli scali aeroportuali calabresi. La guida della Sacal S.p.A, infatti, in questo momento è in mano a Massimo Colosimo, riconfermato nel maggio 2014 per un altro triennio. Triennio che è in scadenza e che, visti i cambiamenti in seno alla società da più punti di vista, potrebbe aprire nuovi scenari.
La Società Aeroportuale Calabrese è una Società a capitale misto. Il 54,72% delle azioni è infatti detenuto da Enti Pubblici e il rimanente da investitori privati. Tra questi, spunta il nome di Renato Caruso, imprenditore lametino che mesi fa, ha deciso di fare un investimento di peso nella Sacal, acquistando anche le quote inoptate di Provincia e Comune di Catanzaro, Aeroporti di Roma e Banca Carime, arrivando, in qualità di socio accomandante della “Lamezia Sviluppo Sas”, la società dell’imprenditore Antonino Tripodi, che aveva la quota dello 0,3% a una fetta importante della compagine societaria, il 23,62%, divenendo così soci di maggioranza relativa. Cosa cambierà ora? Innanzitutto toccherà approvare il bilancio: una tappa obbligata prima del rinnovo del Cda, anche se l’anno scorso la società ha chiuso in perdita, registrata in 2 milioni di euro. Toccherà rifare poi, lo statuto societario. Una novità importante, contenuto nella legge Madia, per la regolamentazione delle società partecipate: l’organo amministrativo dovrà essere costituito da un consiglio di amministrazione che, però, dovrà essere composto al massimo dai tre ai cinque membri, a fronte degli otto che ora vanno a comporre il cda Sacal. Ora, tre sono eletti dall’Assemblea dei Soci e cinque nominati direttamente dagli Enti, quali il Comune di Lamezia Terme, Amministrazione Provinciale di Catanzaro, Comune di Catanzaro, Regione Calabria e CCIAA di Catanzaro. Sulla questione statuto sta lavorando anche la “Lamezia Sviluppo Spa” che ne starebbe studiando uno da sottoporre al vaglio della società.
Fatto il passaggio che riguarda lo statuto si dovrà pensare alla nuova figura di guida: bisognerà guardare vari aspetti e puntare ad un piano di sviluppo dell’aeroporto lametino, che nonostante i numeri in crescita per quanto riguarda le percentuali dei passeggeri, sul fronte bilanci, rimane sempre in rosso. Necessaria una visione aziendale e, su questo, dovrebbe puntare la nuova governance che ora ha diverse “gatte da pelare”. Il termine fissato per l’approvazione del bilancio e nuovo cda è quello del 30 aprile, ma si avrà tempo fino alla fine di giugno anche se l’intenzione è quella di non rimandare oltre la data della fine del mese di aprile.
A parte le polemiche sul piano industriale, la Sacal ha ottenuto la gestione degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria: la visione aziendale, allora dovrà essere di più ampio respiro e non può essere circoscritta al solo territorio lametino. Altro punto, l’aumento di capitale: tre i milioni per l’ulteriore ricapitalizzazione, 2 per i soci pubblici (entro il prossimo 30 aprile) e 1 milione per quelli privati (pro quota). Un aumento di capitale necessario considerando gli investimenti che la società dovrà andare ad affrontare. Si parla della nuova aerostazione, per la quale è stato chiesto un finanziamento di 25 milioni di euro (alla Sacal ne sono stati dati 17), mentre è di qualche giorno fa la notizia dei 12 milioni di euro, concessi dalla Ue per nuove rotte. E allora, bisognerà sedersi a tavolino con le compagnie aeree, tra cui anche Ryanair e Alitalia per discutere del nuovo sviluppo aeroportuale.
C.S.
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