
Lamezia Terme - "Giovedì 28 maggio alle ore 10.00, presso l’aula Itaca dell’IC. Nicotera Costabile sec. di 1° grado a Lamezia Terme, guidata da Maria Angela Bilotti, si è svolta la manifestazione finale del progetto educativo: Insieme per crescere e sperare, proposto dal settore scuola del movimento Vivere In e che ha visto due classi, 3B e 3C sfidarsi in una emozionante gara di debate dal titolo: La scuola è un luogo dove poter coltivare la speranza? In questo momento storico, segnato da sfide globali e da un profondo bisogno di ritrovare solidi punti di riferimento, la scuola e tutte le realtà associative accreditate, sono chiamate anche ad essere palestra di vita, dove si coltivano relazioni, si impara a superare le difficoltà e si alimenta la fiducia nel domani. Imparare a coltivare la speranza nella propria vita, significa educarsi ad avere uno sguardo positivo" è quanto si legge in una nota.
"Essere capaci di riconoscere il bene nelle trame della storia personale e comunitaria e soprattutto, rispetto ai giovani, saper costruire il proprio futuro, declinandolo in tutto gli ambiti di vita. La fase della proposta, attuata in collaborazione con la docente referente Prof. essa Raffaella Barberio, attraverso la flessibilità del progetto, ha visto la pianificazione di incontri con le singole classi terze, attraverso attività laboratoriali, che hanno cercato di stimolare gli aspetti più profondi della persona. Una riflessione sul perché il cuore dell’uomo è mosso da desideri inesauribili di felicità, di bellezza, di amore, di verità̀ e di bene e di come la crescita richiami ad un maggiore esercizio della libertà, della responsabilità e della partecipazione. Per trovare il proprio posto, è necessario scoprire i propri doni, le capacità, le inclinazioni, è necessario rimanere sempre disponibili a lasciarsi interrogare da tutto, evitando l'omologazione ai modelli dominanti".
"La tecnologia, nel rubare spazio alla corporeità ed alla relazione, ha prodotto evidenti danni e trasformazioni a livello percettivo ed emozionale. Difatti, spiegare la speranza ai giovani, ha significato trasformare un concetto astratto in un motore di cambiamento concreto, dove non vengono negate le difficoltà ma reputate necessarie per innescare azioni che portano ad un discernimento. La scuola quale luogo privilegiato di crescita personale e comunitaria, ha anche il compito, insieme alla famiglia ed a tutte le figure deputate all’educazione, di fornire gli strumenti utili per aiutare i giovani ad affrontare le nuove sfide che il mondo impone. Nella gara, si sono affrontate due squadre. La Squadra Pro: Antonio Rocca ((3B -capitano), debater: Scardamaglia Giorgia e Bucalo Elisa e la Squadra Contro: Gaia Romagnuolo (capitana), debater: Matilde Macrì, Rebecca Spadanuda, Nicole Volterra Il dibattito ha visto le squadre contrapporsi con l'obiettivo di argomentare tesi pro e contro, analizzando il ruolo dell'istituzione scolastica non solo come semplice erogatrice di nozioni, ma come comunità educante. Inclusività, equità, cura, benessere, disuguaglianze, competizione, educazione al pensiero critico, sono stati gli argomenti trattati negli interventi".
"Il confronto ha comunque dimostrato quanto il debate sia una pratica capace di allenare la parola e vincere la paura del confronto. Inoltre, ha messo in luce quanto la speranza non è una “garanzia implicita” nel sistema scolastico, ma un obiettivo che richiede l'impegno attivo di tutta la comunità (docenti, studenti e istituzioni). La scuola ha tutte le potenzialità per essere il luogo dove si “impara a pensare” e non solo “cosa pensare”, diventando così il terreno fertile per un futuro migliore".
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