
Lamezia Terme - Si è svolta come ogni anno, in un clima di festa e di devozione, l’accensione del cero a Sant’Antonio da parte dell’amministrazione comunale, rappresentata attualmente dalla terna commissariale presieduta da Francesco Alecci, insieme a Maria Grazia Colosimo e Rosario Fusaro.

Dopo la tradizionale processione che ha condotto il cero dal vecchio Municipio alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, la messa, celebrata dal provinciale padre Pietro Ammendola, ha avuto inizio con la formula di affidamento al Santo pronunciata da Alecci, il quale si è rivolto all’effigie del Protettore con “ossequioso tributo e sacra venerazione” invocando, a nome proprio e della città, “aiuto costante nelle tempeste della vita” per “la cura e il governo di questa popolazione”.
Dopo l’accensione del cero e la tradizionale benedizione impartita dal Superiore Padre Bruno Macrì, il Provinciale ha espresso il proprio saluto e ringraziamento alle autorità civili e militari e ai pellegrini convenuti, in particolare un gruppo proveniente da Nicotera. “Da diversi secoli viviamo questi gesti – ha detto nell’omelia – come uno scambio di intenzioni e di responsabilità fra la nostra comunità e chi ci governa”.

Quindi il riferimento alla simbologia del cero “ che custodisce la nostra preghiera anche in nostra assenza perché la fiamma continua a brillare davanti al Santo per un intero anno, rendendo presenti quotidianamente le intenzioni che gli avete rivolto.” Un Santo che si è fatto “portatore della forza del vangelo con il coraggio della testimonianza” senza mai dimenticare che “la verità cammina in coppia con la giustizia”.
“Ed è una giustizia che va tradotta - dice citando un intervento recente del Presidente Mattarella, “nell’umanizzare ed esprimere solidarietà, condividendo le nostre risorse materiali e spirituali con l’altro: solo se lo facciamo l’Umanità crescerà.” La celebrazione si è conclusa come sempre con la benedizione del pane e con il Responsorio dei fedeli a Sant’Antonio.
Giulia De Sensi



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