
Lamezia Terme - Seconda puntata nel viaggio a Lamezia per le telecamere di Striscia. Protagonista del servizio andato in onda nel tg satirico di canale cinque, dopo Scordovillo, la zona di case popolari di "Ciampa di cavallo". Qui convivono diverse realtà e una cospicua parte dei residenti é proprio di etnia rom. Negli anni, per far fronte all'emergenza abitativa di Scordovillo e anche perché i cittadini rom con il tempo avevano acquisito i requisiti per avere un alloggio popolare, alcune famiglie sono state traferite qui nel quartiere. Altre le hanno seguite a ruota, occupandone altre. "Italiani" e rom convivono da anni e non sempre si tratta di convivenza positiva e pacifica. Quella che doveva essere una occasione per sgombrare il campo rom di Scordovillo, alla fine si é rivelata l'occasione per creare un altro ghetto.
Accompagnata dal giornalista lametino Massimo Mercuri, l'inviata di Striscia Rajae Bezzaz, ha cercato di raccontare queste contraddizioni, cercando anche di ravvedere i residenti che non sembravano molto convinti. Le telecamere hanno ripreso il degrado, la sporcizia, lo stato di abbandono nel quale si trova quel quartiere. Carcasse di auto abbandonate, giustificate da qualche residente con l'impossibilità economica di smaltirle, spazzatura, fili di rame rubati e nascosti nelle fogne e qualche "borsone" sospetto nascosto e fatto sparire in fretta di fronte alle telecamere. Due settimane fa, proprio questa zona fu indicata, dalle forze dell'ordine, nell'operazione "Dioniso" come una delle piazze di spaccio di eroina di Lamezia. Non una bella immagine per la nostra città anche se questa é una delle tante contraddizioni di Lamezia. Triste il commento di molti dei residenti, rassegnati a vivere in determinate condizioni e infelice, ma che fotografa la realtà, quello di uno di loro che ha risposto così all'inviata di Striscia: "Vedendo che non gliene frega niente a nessuno, noi ce ne fottiamo di più".
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