
Lamezia Terme – Continuano gli appuntamenti con le scuole lametine nell’ambito del progetto educativo “Ciak: un processo simulato… per evitare un vero processo”, organizzato dal Tribunale per i Minori di Catanzaro, in collaborazione con il MIUR, con la finalità di educare alla legalità i giovani, di far conoscere agli alunni le procedure adottate dalla Giustizia Minorile e con l’intento di far loro comprendere le conseguenze a cui possono andare incontro violando la legge.
Tra le ottanta scuole che hanno aderito, c’è anche l’Istituto Comprensivo “Ardito-Don Bosco”: il dirigente scolastico Maria Eugenia Basile, “riconoscendo l’alto valore dell’iniziativa, ha condiviso il progetto aderendovi pienamente”. Due delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado, guidate dalle docenti Rossella Ferrise e Donatella Froio, il 7 aprile dalle 9, al Tribunale di Lamezia Terme, presenteranno il loro “processo simulato”. “La Tavernetta” è il titolo del copione ed è una storia di cyberbullismo: ispirato ad una storia vera, conclusasi tristemente, racconta di una vittima che non ha avuto, nella realtà, la forza di fronteggiare un fenomeno che l’ha annichilita e sopraffatta.
L’iniziativa nasce dalla volontà di unificare gli sforzi tra Scuola e Giustizia nella pratica della prevenzione del disagio giovanile, nell’affermazione della cultura della legalità e soprattutto nella prevenzione del fenomeno del bullismo e cyberbulismo.
Il progetto si concretizza nella “messa in scena” di un vero processo, in una vera aula di Tribunale, con attori protagonisti gli alunni, in collaborazione con gli operatori del Tribunale stesso: Giudici, Avvocati, Giudici onorari.
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