
Lamezia Terme - Una manifestazione studentesca è in corso da questa mattina in piazza della Repubblica, davanti al Tribunale cittadino. Gli studenti di alcune scuole superiori della città sono scesi pacificamente in piazza con cartelli che chiedono maggiori finanziamenti per il diritto allo studio e denunciano il peso crescente delle spese. Tra gli slogan esposti si leggono "Più fondi per il nostro futuro", "Vogliamo un futuro accessibile, non un presente insostenibile" e "Meno spese per il gas". L’iniziativa punta ad attirare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà economiche che incidono sul mondo della scuola e sulle prospettive delle nuove generazioni. Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine, con Carabinieri e Polizia di Stato che hanno dialogato con i ragazzi. La manifestazione è proseguita per un paio d’ore, al termine delle quali gli studenti hanno lasciato la zona del Tribunale, facendo rientrare progressivamente il presidio. La mobilitazione lametina si inserisce in un contesto più ampio di proteste studentesche che, nelle ultime settimane, hanno interessato diverse città italiane, da Nord a Sud. Al centro delle rivendicazioni ci sono soprattutto i finanziamenti alla scuola pubblica e all’università, il caro-vita, le spese militari e le riforme dell’istruzione.
Nel frattempo, anche in Calabria proseguono le mobilitazioni di agricoltori e autotrasportatori, impegnati in presidi in diversi punti nevralgici del territorio contro l’aumento dei costi e le difficoltà che gravano sui rispettivi comparti produttivi. Nel Lametino, un presidio degli autotrasportatori è attivo da giorni nei pressi dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, dove numerosi tir e camion sono parcheggiati ai lati della strada, con ripercussioni sulla circolazione. A Falerna, invece, agricoltori e autotrasportatori continuano a riunirsi nei pressi della rotatoria dello svincolo dell’A2, accompagnando la protesta con lo slogan "Non siamo qui per politica, ma per una giusta causa".
"Il popolo si deve unire. Il carovita colpirà tutti. Se ci fermiamo noi, affonda l’Italia: insieme per una Calabria che lavora", affermano i manifestanti, richiamando l’attenzione sulle difficoltà che, sostengono, rischiano di coinvolgere l’intero sistema economico. Mentre proseguono i presidi contro costi di produzione sempre più difficili da sostenere, con conseguenze che mettono a rischio interi comparti produttivi, l’attenzione è rivolta anche all’incontro previsto per martedì 20 ottobre con il ministro Matteo Salvini. Così, parallelamente, gli studenti portano in piazza le proprie istanze, chiedendo risposte sui temi del diritto allo studio, del costo della vita e delle politiche che riguardano il loro futuro.

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