
Lamezia Terme - Musica, note, teatro, poesia con un tocco di solidarietà e uno sguardo alle eccellenze lametine. Il tutto tra la frizzante aria delle terme di Caronte. Una serata d'estate ricca di emozioni, quella del 9 agosto, per la sesta edizione di “Liriche, note e… sotto le stelle di San Lorenzo”. La manifestazione è ideata e promossa dall’Associazione culturale San Nicola del presidente Pino Morabito con la direzione artistica di Maria Scaramuzzino. Novità di questa edizione, è stata "La rosa nel bicchiere". Un premio ispirato al componimento del poeta Franco Costabile e recitato da Pino Mete. Un riconoscimento che quest'anno è stato assegnato a tre personaggi illustri della nostra terra. La prima parte della serata è stata dedicata alla donna in tutte le sue sfumature. Così, l'anfiteatro del parco si è trasformato in un salotto di casa di un passato poi non molto lontano.

In scena un padre padrone e una donna sottomessa "vittima" di un matrimonio combinato e senza amore che ha trovato però il coraggio di ribellarsi: "U cafè va fattilu tu" ha detto Teresa al marito a termine di un litigio. Un testo scritto da Salvatore De Biase e interpretato sul palco da Antonio de Biase e Angela Isabella. La serata è proseguita con un'altra donna "rivoluzionaria": Elisa Dattilo. Sindaco di Jacurso nel 1952. Sessantasette anni fa. Era un'epoca dove le donne non avevano voce, impensabile che potessero occupare cariche pubbliche. Lei fu una pioniera. La prima donna Sindaco in Calabria. Non solo. Al suo fianco vi era anche un vicesindaco e un'assessore donna. A ricordarla le figlie Maria e Filomena Cervadoro: "Lei ha avuto rispetto per la nostra libertà".

Questo l'insegnamento più grande che la mamma ha lasciato loro. Per il sindaco attuale di Jacurco, Ferdinando Serratore, la Dattilo "ha avuto la forza di rivoluzionare un'epoca. Ha lasciato tante radici in noi che dobbiamo innaffiare quotidianamente". Targa anche in memoria della figura di Giovanni Cataldi. "Dopo una grande donna, un riconoscimento ad un grande uomo", ha detto la Scaramuzzino. Esponente della storica famiglia che dal 1716 gestisce la stazione termale di Caronte. Sul palco a ricordare il commendatore Giovanni Maria Cataldi, il figlio Emilio e il pronipote Antonio insieme a Felice Iannazzo: "Un grande uomo - è stato detto - che ha fatto la storia di questa città".

Le tre rose nel bicchiere
A ricevere la prima rosa nel bicchiere, una donna, lametina, manager internazionale che opera nel sociale e per i giovani: Daniela Rambaldi. "Sono rimasta in Calabria perché amiamo questa terra, non vogliamo che i giovani debbano andare via. Il futuro sono le giovani generazioni e bisogna far in modo che sognino di rimanere qui in Calabria". Suo padre Carlo, mago degli effetti speciali del cinema mondiale tre volte Premio Oscar, ha vissuto gli ultimi anni della sua vita proprio a Lamezia. A consegnare il premio, Emilio Cataldi, che guida le terme di Caronte ed Eugenio Rocca, l'orafo che ha realizzano il premio. Il piccolo anfiteatro immerso nella natura si è poi scaldato con la voce di Anna Faragó che ha cantato "Selly". Ancora donne. Questa volta con un omaggio alla bellezza. Considerato un ambasciatore del fashion style nel mondo, la seconda rosa nel bicchiere è stata consegnata ad Anton Giulio Grande. "Ho speso la mia vita vita per le donne" ha detto, ricordando anche il suo impegno contro la violenza. A consegnargli il premio, altre due donne che lo conoscono da quando Grande era solo un bambino ma che già avevano percepito il suo talento: Cristina Cataldi e Luigia Spinelli.

L'anfiteatro è esploso con la voce del tenore lametino, ambasciatore del bel canto nel mondo, che ha cantato per la sua città "Dicitencello vuje" e "O sole mio". Emozioni e brividi. Tutti in piedi per Leonardo Caimi. Al pianoforte, per tutta la serata, il maestro Francesco Sinopoli. Non poteva che essere sua la terza rosa nel bicchiere. Un regalo (molto apprezzato dal pubblico presente) che l'ideatrice del premio, Maria Scaramuzzino, ha voluto fare alla città. Il giovane talento è stato premiano, per la commissione straordinaria da Rosario Fusaro, dall'onorevole Domenico Furgiuele e da Emilio Cataldi. "Ci rivedremo presto" ha detto tra l'entusiasmo del pubblico per la sua esibizione.

La seconda parte della serata si è aperta con il Vescovo Giuseppe Schillaci. A lui è toccato consegnare una targa all’associazione "Lucky Friends" per i suoi meriti sportivi e sociali e per il lavoro d’inclusione. Circondato dall'affetto e dall'abbraccio dei ragazzi speciali, il Vescovo è stato premiato a sua volta dal presidente Morabito e da due soci dell'associazione. Al parco delle terme, ha allietato la serata anche la musica del maestro Roberto Fabietti, direttore della Filarmonica di Chiusi insieme ai suoi musicisti. Sul palco anche il giovane cantante lametino, Raffaele Renda e la soprano Ketty Sanò. La serata si è conclusa con la presentazione di "Danti è adirato, Manzoni è arrabbiatu e lla curpa è dda mia?" di Salvatore De Biase che ne ha parlato con il professore Francesco Polopoli.
Ramona Villella



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