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Lamezia Terme – Si è conclusa la celebrazione del Pontificale della Pasqua di Resurrezione in Cattedrale, presieduta da Vescovo Luigi Cantafora, conclusasi con la Benedizione Papale.

Un momento importante per la Chiesa: la Pasqua è un momento solenne della liturgia, durante il quale si ricorda la Resurrezione di Cristo. Questa notte, nel corso della tradizionale Veglia Pasquale, è stato fatto l’annuncio della Resurrezione, in una cerimonia che ha visto anche l’ingresso nella comunità cristiana di un giovane 25enne proveniente dal Bangladesh che ha deciso di farsi battezzare.

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“Questa è la notte in cui Cristo, - ha detto il Vescovo - spezzando i vincoli della morte, risorge vittorioso dal sepolcro”. Durante la celebrazione di questa notte, animata dal coro della Cattedrale “Rorate coeli desuper” diretta dal maestro Attilio Lorenti, sono stati rinnovati i riti caratteristici della veglia pasquale: il Vescovo Luigi Cantafora ha benedetto il fuoco nuovo, il canto dell’Exsultet che annuncia la Pasqua, la benedizione dell’acqua del battistero, il rinnovo delle promesse battesimali da parte dei fedeli. Tutti segni con i quali la Chiesa lametina ha celebrato il passaggio di Cristo dalla morte alla vita.

Un giovane di venticinque anni, proveniente dal Bangladesh, ha ricevuto il Battesimo e la Cresima in Cattedrale nel corso della celebrazione della Veglia pasquale, dalle mani del Vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora.  Patwary, questo il suo nome originario, ha scelto come nome di Battesimo “Giovanni”, il nome del Precursore di Gesù. Arrivato in Italia cinque anni fa, Giovanni ha iniziato a frequentare la missione Belem nella comunità presente nella diocesi lametina, condividendone l’ideale di vita evangelica caratterizzato dalla preghiera, dalla vita comunitaria, dal servizio ai più poveri.

Nel cuore della notte che celebra la Resurrezione di Gesù, il passaggio del Figlio di Dio dalla morte alla vita, la Chiesa lametina ha accolto un nuovo figlio che abbraccia la fede cristiana, chiamato ad essere protagonista della vita della Chiesa e testimone coerente della fede in Gesù. 

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“In questa notte, parola del Risorto al Padre è diventata anche una parola che il Signore rivolge a noi: “Sono risorto e ora sono sempre con te”, dice a ciascuno di noi. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce”, così il Vescovo Luigi Cantafora che, rivolgendosi al giovane battezzando, gli ha ricordato che “da questo momento la tua vita appartiene a Cristo, non più a te stesso. E proprio perché apparteniamo a Cristo non siamo soli neppure nella morte perché la attraversiamo con Lui, con Colui che vive e che ci dà vita vera e immensa per sempre.  In vita e in morte, siamo sempre accompagnati da Lui. Siamo accolti da Lui nel suo amore e siamo liberi dalla paura”.

La preghiera del Vescovo di Lamezia a Gesù Risorto perché “dimostri anche oggi che l’amore è più forte dell’odio. Che è più forte della morte. Discendi anche nelle notti e negli inferi di questo nostro tempo e prendi per mano coloro che aspettano. Aiutaci a vivere come Risorti, capaci di portare la tua luce! Aiutaci a vivere la Pasqua, il passaggio sempre aperto dalla notte alla luce, dal peccato alla grazia, dalla morte alla vita, dal non senso al senso pieno della vita e alla felicità”.

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