
Lamezia Terme - Inaugura i quattro giorni di festa dedicati al cinquantesimo anniversario dalla fondazione della parrocchia di Santa Maria degli Angeli, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Schillaci e fortemente partecipata da tutta la comunità parrocchiale. Accolto da una processione composta da una rappresentanza dei vari gruppi legati alla parrocchia e al Santuario di Sant’Antonio e dai piccoli del catechismo, Sua Eccellenza è stato salutato e accompagnato dal parroco frate Angiolo Solano alla presenza dell’intera comunità Cappuccina guidata dal Provinciale Padre Pietro Ammendola, e della comunità delle suore Francescane Ospedaliere. Ad introdurre la celebrazione il Superiore frate Bruno Macrì, che ha esordito sottolineando la vicinanza di Monsignor Schillaci ad un luogo fortemente intriso di spiritualità francescana, in quanto lui stesso “cresciuto all’ombra del Convento Cappuccino di Adrano, vicinissimo alla sua casa natale”. Il Superiore ha poi creato un parallelismo fra la figura del nuovo Vescovo e quella di Monsignor Palatucci, cui si deve appunto l’istituzione della parrocchia di Santa Maria degli Angeli, e al quale lo accomuna “il senso forte di paternità” finora ampiamente dimostrato. Poi il ricordo dello stesso Palatucci, il quale voleva che Santa Maria degli Angeli fosse “vivaio di vita Cristiana alimentato dalla ricchezza della spiritualità Francescana” e, come si legge nel decreto, “cenacolo di pietà e di vita apostolica”.
Un inno alla gioia l’omelia di Monsignor Schillaci: una gioia del resto richiamata dal nome stesso del Giubileo che caratterizzerà quest’anniversario, e che permetterà da oggi ai pellegrini di Santa Maria degli Angeli di lucrare l’indulgenza plenaria per decreto papale. Ma anche la gioia piena dell’annuncio ricevuto dalla Vergine cui è intestata la parrocchia, che viene definita da Monsignor Schillaci, con un’espressione tratta dal Siracide, “Madre del bell’Amore”. Ancora, una gioia che la Chiesa deve fare propria nell’annuncio del vangelo. “Dio prende sempre l’iniziativa – sottolinea Monsignor Schillaci - Dio va verso l’uomo. Così dovremmo leggere la Scrittura”. Nelle sue parole dunque “un Dio follemente innamorato dell’uomo”, esattamente come dovrebbe esserlo la Chiesa, comunità di persone che pregano e che s’impegnano a partire dal vangelo. Infine, un richiamo al noto “non abbiate paura” di Giovanni Paolo II che invitava a “spalancare le porte a Cristo”, perché il nostro “non sia un annuncio di paura, che schiaccia e umilia, ma che promuove e fa crescere, che esalta l’uomo nella sua bellezza e dignità. Dunque guardiamo a Maria che si è lasciata coinvolgere dall’annuncio con umiltà, nel servizio.”

Un dare e ricevere che ben si accorda con le parole conclusive di frate Angiolo Solano, il quale si è rivolto al Vescovo e all’intera compagine parrocchiale, ringraziando per la comunione spirituale e materiale, per la collaborazione, l’affetto, l’apporto fondamentale di energie. Citati fra gli altri il gruppo mamme, la Caritas, l’Ofs, il gruppo Padre Pio, gli Statuari, la Comunità dei Missionari della Via, ma anche i confratelli, le suore e quanti hanno partecipato all’organizzazione dell’evento: fra questi don Roberto Tomaino, il Maestro Sara Saladino e il coro “Frate Sole” per l’animazione, Salvatore D’Elia. Al termine della celebrazione è stata donata al Vescovo una stola viola per il ministero ordinario della Misericordia. Scoperta anche una nuova icona con la riproduzione del dipinto della Vergine che decora l'abside della chiesa. La serata si è conclusa con la proiezione all’aperto di un documentario sui cinquant’anni d’attività della parrocchia.
Giulia De Sensi

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