
Lamezia Terme – “L’amore è capace di raggiungere ogni realtà. Dobbiamo quindi essere sempre più capaci di accorciare le distanze”. Il vescovo Giuseppe Schillaci ha visitato stamattina il campo rom di Scordovillo. Un evento dalla portata storica (a meno di un mese dalla sua ordinazione episcopale), perfettamente in linea con l’impostazione che il presule ha voluto dare da subito alla sua missione, incentrata sul servizio e sull’ascolto delle varie realtà del territorio. A cominciare appunto da quelle più deboli. Così monsignor Schillaci non ha perso tempo. E l’accoglienza degli abitanti di Scordovillo è stata davvero molto calorosa. Strette di mano e abbracci per i più piccoli in festa durante il giro per il campo.
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“Siamo chiamati – ha affermato il vescovo - a essere sempre più vicini, più prossimi, perché così riusciamo a vedere meglio con la compassione e la misericordia, soprattutto se lasciamo cadere i pregiudizi e quelle forme di esclusione, di odio, che ci impediscono, invece, di vedere. Ci affidiamo quindi a Dio Padre misericordioso, e a lui chiediamo l’aiuto per tutti. Il mio – ha aggiunto monsignor Schillaci – è un messaggio di inclusione, di amore, di benevolenza e di pace. La parola vera è questa: pace. Bisogna lavorare nella direzione di migliorare queste condizioni. Siamo chiamati a questo. Dobbiamo crescere umanamente, tutti, guardando ai più deboli, a quelli che non ce la fanno. E una società che cresce, è una società che ha più possibilità per tutti”.
Il vescovo si è fermato, a più riprese, a parlare con gli abitanti del campo. Che gli hanno manifestato tutto il loro disagio: “Siamo in queste condizioni perché alla politica conviene. La politica specula su di noi. Dove sono andati a finire i milioni destinati a noi da Roma? Siamo persone come voi. E vogliamo un futuro non tanto per noi, ma per i nostri figli. In giro ci sono molte case disponibili. Perché non ce le danno? La soluzione non è creare altri ghetti spostando nuclei numerosi sul territorio. Così non ci sarà mai integrazione”. A monsignor Schillaci hanno anche più volte chiesto la benedizione. Non solo. Il presule si è anche intrattenuto con gli ammalati.
Giuseppe Maviglia









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