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Catanzaro - Dati in peggioramento per le liste d'attesa in Calabria nel 2026, rispetto al 2025, sia per le prime visite, -2,7 punti percentuali, sia per gli esami diagnostici, -2,1 punti percentuali.

È quanto emerge dall'analisi della Fondazione Gimbe basata sui dati del Bollettino Agenas nel confronto tra gennaio-settembre 2026 e lo stesso periodo del 2025. Nel 2026 la quota di attribuzione della classe di priorità P per le prime visite (entro 120 giorni) nella regione è pari al 66% (media Italia 34,9%). Nella regione, nel 2025, la quota di persone che hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie è pari al 10,4% della popolazione, a fronte di una media in Italia del 9,6%.

"Sei Regioni - spiega Gimbe - registrano un peggioramento della quota di prenotazioni entro i tempi sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici: Calabria, Campania, Lazio, Molise, Sicilia e Toscana. Peggiorano anche la Sardegna per le visite e la Provincia autonoma di Bolzano per gli esami. Tuttavia, i confronti regionali basati sui dati aggregati devono essere interpretati con molta cautela. Agenas segnala una marcata variabilità nell'attribuzione della classe di priorità P per le prime visite (entro 120 giorni): dal 4,1% della Toscana all'85,4% della Basilicata, a fronte di una media nazionale del 34,9%".

"Senza distinguere per classe di priorità e singola prestazione - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - confrontare le percentuali complessive di prenotazioni entro i tempi rischia di premiare o penalizzare le Regioni, perché i valori aggregati possono risentire sia della diversa distribuzione delle priorità sia del mix delle prestazioni. E non consentono, da soli, di valutare l'efficacia delle politiche regionali".

Bruno: "Occhiuto celebra i suoi successi ma Gimbe lo smentisce"

"La Calabria raccontata dal presidente Roberto Occhiuto, fatta di annunci, risultati rivendicati e rassicurazioni, è molto lontana da quella fotografata dai numeri, quella con cui i cittadini devono fare i conti ogni giorno. E i nuovi dati sulle liste d'attesa ce lo sbattono in faccia con una chiarezza che non lascia spazio agli slogan". È quanto afferma Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente. "Mentre Occhiuto continua a suonare la fanfara dei risultati della propria gestione sanitaria - prosegue - scopriamo che in Calabria la percentuale di prenotazioni effettuate entro i tempi previsti è diminuita di 2,7 punti percentuali per le prime visite specialistiche e di 2,1 punti percentuali per gli esami diagnostici rispetto allo stesso periodo del 2025. Non si tratta di valutazioni dell'opposizione, ma di numeri che emergono dall'analisi della Fondazione Gimbe. E raccontano una tendenza ben diversa da quella che viene abitualmente celebrata".

"Servirebbero - afferma il capogruppo di Tridico presidente - meno autocelebrazioni e più risposte. Perché dietro ogni lista d'attesa ci sono persone, famiglie, anziani, pazienti che aspettano una visita, un accertamento, una diagnosi e che troppo spesso, per ottenere risposte tempestive, sono costretti a rivolgersi alla sanità privata, quando possono permetterselo. Il presidente Occhiuto dovrebbe spiegare quali interventi intenda adottare per invertire questa tendenza e garantire ai calabresi prestazioni accessibili in tempi adeguati. La propaganda può anche correre veloce, ma non accorcia di un solo giorno l'attesa di un paziente. La sanità - conclude Bruno - non ha bisogno di una narrazione trionfalistica, ma di risultati concreti e verificabili. Perché, alla fine, non sono i video, gli annunci o le conferenze stampa a stabilire se un sistema sanitario funziona. Sono le risposte che riesce a dare ai cittadini. E oggi, purtroppo, i numeri della Calabria impongono una riflessione seria, non l'ennesimo applauso a scena aperta".

Brutto: "Calabria nella fascia medio-alta della classifica nazionale"

"I dati pubblicati nell'ultimo Bollettino nazionale di Agenas sulle liste d'attesa attestano il posizionamento stabile della Calabria nella fascia medio-alta della classifica nazionale, collocando la nostra regione nella seconda fascia di merito con una percentuale di adempimento compresa tra l'80% e l'89% sia per le prime visite specialistiche che per gli esami diagnostici". Così il presidente della terza Commissione Sanità e attività sociali e formative in Consiglio regionale Angelo Brutto. "Si tratta - prosegue - di un risultato significativo se si considera che la Calabria da poco uscita dal commissariamento, opera in regime di Piano di rientro, eppure, in questo specifico monitoraggio, riesce a far registrare performance superiori rispetto alla media nazionale e a diverse regioni del Nord e del Centro-Sud. Un risultato che si inserisce nel percorso di rilancio della sanità portato avanti dal governo Meloni, con l'obiettivo di rafforzare il Servizio sanitario nazionale, migliorare l'efficienza delle prestazioni e garantire ai cittadini risposte più tempestive. Per quanto riguarda le prime visite, la nostra regione ha erogato l'87,2% delle prestazioni entro i tempi massimi di garanzia. Questo dato si posiziona non solo al di sopra della media italiana, che si attesta al 78,6%, ma supera anche la percentuale di regioni dal tessuto sanitario storicamente consolidato come la Lombardia (82,7%), il Piemonte (72,2%) o la Liguria (79,9%)".

Per il presidente Commissione Sanità "anche sul fronte degli esami diagnostici la nostra regione risponde positivamente, registrando l'85,4% delle prestazioni erogate entro i tempi di legge. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea e leggermente superiore rispetto alla media nazionale dell'85,0%, e più alto di quello di altre realtà del Centro-Sud, come la Sicilia (72,3%) o la Sardegna (78,0%). L'analisi evidenzia inoltre un primo segnale positivo sul fronte dell'appropriatezza prescrittiva, con il ricorso alla classe P (Programmabile) sceso al 66,0%. Questi indicatori dimostrano che la gestione delle liste d'attesa sta tenendo il passo con gli standard richiesti, spingendoci a lavorare con ancora più determinazione".

"Nella consapevolezza che c'è ancora strada da fare per consolidare un'assistenza omogenea e di alto livello in tutta la Calabria - conclude Brutto - continueremo a operare con rigore, valorizzando questi elementi di efficienza per superare i margini di miglioramento che ancora persistono e garantire risposte sempre più pronte ai nostri cittadini"

 

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