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Lamezia Terme - Sabato 18 aprile, si è concluso, presso l’aula Garofalo del Tribunale ordinario di Lamezia Terme il progetto "Ciak – Un processo simulato per evitare un vero processo", giunto alla sua XI edizione e fortemente sostenuto dalla dirigente scolastica Rosaria Calabria. Il progetto, percorso di educazione alla legalità ideato dal Presidente Luciano Trovato e promosso dall’Associazione Ciak Formazione & Legalità, ha coinvolto gli alunni della classe 2B della scuola secondaria di Nocera Terinese scalo dell’I.C. Falerna-Nocera-Gizzeria.

Gli studenti hanno dato vita ad una coinvolgente simulazione processuale dimostrando grande impegno e partecipazione. Fondamentale è stato il contributo delle esperte dell’associazione, la dott.ssa Caterina Berlingieri, avvocato e criminologo, e la dott.ssa Rosanna Pianini, psicologa e psicoterapeuta, che hanno offerto un autorevole supporto formativo. Attraverso i loro interventi sono stati approfonditi aspetti giuridici e temi legati ai rischi fisici e psicologici, con particolare attenzione al rispetto della legalità, alla responsabilità personale e alla prevenzione di ogni forma di devianza o dipendenza. Per tutti i partecipanti si è trattato di un’esperienza concreta e significativa di cittadinanza attiva, un’importante occasione di riflessione su tematiche delicate, come l’uso di droghe e sostanze stupefacenti. L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare ragazzi e famiglie sui rischi connessi, promuovendo il rispetto delle persone e delle regole.

Guidati da entusiasmo, senso di responsabilità e maturità, gli studenti si sono calati nei ruoli di giudici, avvocati, forze dell’ordine, imputati e testimoni. La preparazione è stata curata dalle professoresse Giuseppina Maio, Elena Villella e Francesca Valerio, con il supporto, per l’occasione, della professoressa Caterina Fazio. Nessun ruolo è stato marginale: tutti sono stati protagonisti di una straordinaria esperienza educativa, capace di coniugare emozione, partecipazione attiva e riflessione profonda, anche attraverso l’interpretazione del copione del processo “Una palestra da sballo”.

I genitori, che fin dall’inizio hanno accolto con favore il progetto, hanno partecipato con entusiasmo, riconoscendo l’importanza della collaborazione tra scuola e famiglia nella costruzione di una società fondata sul rispetto e sulla condivisione dei valori.

La Dirigente Scolastica, dott.ssa Rosaria Calabria, ha espresso profonda soddisfazione per la riuscita dell'iniziativa, sottolineando il valore pedagogico del "fare" oltre che del "sapere": "Portare i ragazzi all'interno di un'aula di tribunale significa offrire loro una bussola etica per orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo. Vedere i nostri alunni discutere di diritto, responsabilità e conseguenze delle proprie azioni con tale serietà è la prova che la scuola può e deve essere il primo presidio di legalità sul territorio. Esperienze come questa trasformano concetti astratti in lezioni di vita indelebili."

La Dirigente, dott.ssa Rosaria Calabria, ha inteso, inoltre, rivolgere un sentito ringraziamento e i più vivi complimenti ai docenti per aver saputo guidare con dedizione e professionalità il percorso preparatorio, rendendo i ragazzi consapevoli e sicuri nel loro agire. Un plauso speciale è andato infine agli alunni, definiti "veri protagonisti e cittadini di domani", che con la loro interpretazione magistrale hanno dimostrato come il rispetto delle regole sia il presupposto fondamentale per ogni forma di libertà.