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Catania - In contemporanea l'annuncio del nuovo vescovo di Lamezia Terme è stato dato a Catania da parte dell'arcivescovo Mons. Salvatore Gristina. Queste le prime parole di Mons. Giuseppe Schillaci alla nostra diocesi: “il saluto del Cristo risorto giunga a tutti voi fratelli e sorelle della nostra Chiesa che è in Lamezia Terme, ma anche ad ogni uomo e donna del nostro territorio che vive, lotta e spera per una vita più dignitosa e più umana; mi preparo a venire da voi, nel nome del Signore della vita, con timore e tremore, ma anche con tanta fiducia e speranza. Ben consapevole della mia inadeguatezza e dei miei molti limiti, è al Signore e alla sua infinita misericordia che affido il mio ministero episcopale; da Lui viene il dono, la grazia, così come viene anche il compito, l’impegno, che è mio desiderio portare avanti con gioia, responsabilità, umanità.

È alla sequela del Signore Gesù Cristo che vogliamo tutti noi crescere, fedeli, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi, insieme, in una comunione di intenti, di passione, di rispetto, di benevolenza, di reale, fattiva e sempre nuova accoglienza reciproca. È il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo l’orizzonte dentro cui bisogna capire noi stessi e gli altri, in una tensione sempre più inclusiva, per non smarrire il sorgivo slancio missionario: “Andate ed annunciate ad ogni creatura”. Mettiamoci in ascolto umile di tutti, accogliamoci gli uni gli altri, non scartiamo mai nessuno, soprattutto chi non c’è la fa umanamente, spiritualmente, economicamente… stiamo al passo degli ultimi per non perdere di vista il Cristo, Lui ultimo tra gli ultimi, che venne “non per essere servito, ma per servire”. Coltiviamo grata memoria del passato non per chiuderci in una nostalgia sterile, ma per capire meglio chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo; lasciamoci ancora stupire da quello che siamo perché ci è stato donato; lasciamoci interpellare dall’oggi, con le sue sempre nuove sfide, senza paura; lasciamo venir fuori, con ottimismo, il bene che c’è nelle nostre comunità e nel nostro territorio tra la nostra gente, ma allontaniamo con ferma decisione il male, anzitutto dai nostri comportamenti; proiettiamoci con rinnovata fiducia verso il futuro, non smarriti e stanchi, ma speranzosi e gioiosi; siamo cristiani, lasciamo trasparire la bellezza dell’incontro con la fonte della nostra gioia e della nostra speranza: Gesù Cristo. A voi tutti, in particolare al Vescovo Luigi Antonio Cantafora che ha guidato la nostra Chiesa di Lamezia Terme per 15 anni, al quale si deve riconoscenza e gratitudine, e a voi fratelli presbiteri, a voi fratelli diaconi, a voi religiosi e religiose, che ogni giorno vi consegnate in un servizio sempre più generoso, infaticabile e disinteressato nei confronti di tutti, in particolare dei più piccoli e dei più poveri, a voi seminaristi e a voi giovani come speranza della nostra Chiesa, a voi tutti fratelli e sorelle che fate la nostra Chiesa dentro le trame della vita di ogni giorno, sforzandovi di essere segno e strumento di comunione nelle nostre comunità, a tutti voi domando umilmente la vostra preghiera e la vostra benedizione. Affido il mio ministero nella nostra Chiesa che è in Lamezia Terme all'intercessione di Maria, Madre della Chiesa”.

REAZIONI

Furgiuele (Lega): "Saprà essere uno sprone per la nostra città"

"Esprimo vivo compiacimento per la nomina di Monsignor Giuseppe Schillaci a Vescovo di Lamezia Terme"- E' quanto afferma il deputato della Lega Domenico Furgiuele che prosegue: "Il riconosciuto valore dell'uomo di fede unito a quello dello studioso sempre aperto al confronto sui problemi del Sud, sapranno essere uno sprone forte per una comunità che sta soffrendo tanto come la nostra. Il cammino che Monsignor Schillaci prospetta nel messaggio inviato a noi fedeli, di certo, non sarà semplice in una città notoriamente problematica, ma se cittadini, autorità morali e civili sapranno fare fronte comune, sono convinto, che riusciremo a superare questo momento".

"Sulle grandi questioni non possiamo dividerci, siamo già troppo deboli. Questo non significa annullare la diversità di sensibilità politica e sociale, ma affrontare l'emergenza puntando sulla coesione. Un valore sul quale Monsignor Schillaci saprà lavorare bene, traendo spunto dal cammino illuminato di Monsignor Cantafora. A lui dobbiamo gratitudine profonda per aver fatto in questi 15 anni di Lamezia una missione di fede e di pace. Per questo resterà un riferimento alla cui saggezza continueremo ad attingere".

Scalzo (Moderati per la Calabria): "Giornata di gioia per la Diocesi"

"Quella di oggi è una giornata importante e di gioia per la Diocesi di Lamezia. La nomina, da parte di Papa Francesco, del nuovo vescovo, monsignor Giuseppe Schillaci, è un momento di grande valore e significato per l’intera comunità del nostro territorio, che ha sempre visto nella Chiesa un irrinunciabile punto di riferimento dinanzi alle criticità, ai problemi, alle sofferenze diffuse all’interno del tessuto sociale”. Lo afferma il consigliere regionale Antonio Scalzo, presidente del gruppo consiliare dei Moderati per la Calabria.

“Monsignor Schillaci, già cappellano di Sua Santità, è un presule giovane e un uomo di Fede del Sud, elementi di questi che ci inducono a considerarlo davvero la personalità giusta per guidare la curia di Lamezia che peraltro oggi dispone della nuova Concattedrale, voluta da Papa Benedetto XVI: non solo un luogo di culto ma una realtà dall’alto significato simbolico perché evocativa del suo valore unificante per il territorio - aggiunge Antonio Scalzo -. Una personalità, quella di Monsignor Schillaci, che, ne siamo certi, concorrerà sul piano spirituale e nella dimensione comunitaria alla crescita di Lamezia e alla ulteriore e capillare diffusione dei valori della Chiesa, tra i quali la solidarietà, il rispetto della persona, l’accoglienza agli ultimi, l’attenzione al bene comune”. 

Per il consigliere Scalzo “il neo vescovo di Lamezia, che ha accumulato una lunga esperienza alla guida del seminario arcivescovile, è da sempre attento ai temi culturali e filosofici. E io sono certo che attraverso la fede, ma anche attraverso la cultura, il territorio lametino potrà fare altri importanti passi avanti soprattutto nella fondamentale opera di riduzione delle disuguaglianze, di contrasto alle devianze giovanili e di lotta alla piaga della ‘ndrangheta”.

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