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Catanzaro – Pubblichiamo la lettera di ringraziamento dei genitori del piccolo Luca, che a soli 45 giorni è giunto in fin di vita al pronto soccorso dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Al piccolo era stata diagnosticata un’infezione generalizzata gravissima, con una compromissione di più organi. E poche erano le speranze che potesse farcela. Il tempestivo intervento e le cure del personale medico e paramedico sono stati fondamentali per la guarigione del neonato. E ora i genitori, Francesco De Nardo e Valentina Spadafora, hanno sentito il bisogno di ringraziare il direttore, i medici e gli infermieri dell'ospedale Pugliese Ciaccio. 

“In un periodo in cui si sente spesso parlare di esempi negativi della sanità pubblica, soprattutto catanzarese, e nello specifico dell’ospedale Pugliese, ci tengo a elogiare il reparto di pediatria”, ha affermato il padre di Luca. “Un reparto eccellente – ha aggiunto - dal punto di vista della logistica, dell’accoglienza e alberghiero, che si presenta gradevole, permettendo così ai genitori e ai bambini di affrontare la malattia in maniera diversa. Inoltre, è un reparto che gode di un’équipe di medici molto esperti, ai quali si associano giovani medici molto promettenti, e che si avvale di uno staff infermieristico non solo competente, ma anche con una grande capacità di mettere a proprio agio i genitori, riuscendo a instaurare con essi un rapporto familiare”. 

“Tutto il reparto – ha dichiarato mamma Valentina - ha dimostrato interesse nei confronti del bambino e di noi genitori, che da medici, infermieri e personale OSS abbiamo ricevuto la giusta assistenza, ma anche tante parole di conforto. Abbiamo davvero sentito la loro vicinanza. E noi sentiamo il dovere di elogiarlo per la competenza, la disponibilità e l’umanità. Ma anche per la tempestività dell’intervento, che è stata fondamentale per salvare la vita di Luca. Tutta l’equipe medica e infermieristica del reparto di pediatria -  ha sottolineato la mamma - si è immediatamente mobilitata.

E ha proceduto, non solo a occuparsi dell’aspetto diagnostico, ma soprattutto anche dell’aspetto terapeutico. Luca è stato monitorato continuamente, più volte al giorno, fino a quando via via i medici non sono riusciti a sciogliere la prognosi. Abbiamo vissuto giorni difficilissimi, una dura prova per noi genitori, che sentiamo di ringraziare Dio e i medici, che, da professionisti esperti e diligenti, sono stati anche suoi strumenti e hanno portato avanti il loro lavoro come una vera e propria missione”.  Se, quindi, Luca è guarito, è grazie a un sistema ospedaliero che si è rivelato efficiente. Viste le complicanze del bambino, non è mancato il pronto intervento di radiologi, cardiologi e nefrologi. Dunque, di un’équipe multidisciplinare vincente.

E poi anche l’alleanza terapeutica ha fatto la sua parte. “Come ci ha spiegato il dottor Raiola, - ha detto papà Francesco - è stato molto importante il fatto che noi genitori ci siamo affidati ai medici, mantenendo un atteggiamento tranquillo e di fiducia nei confronti del loro operato, nonostante la forte ansia che stavamo provando. Ciò ha permesso a loro di lavorare con serenità, concentrandosi sul bambino”. 

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