
Lamezia Terme – “Chi è amato non conosce morte, perché l'amore è immortalità”. Un amore capace di eludere lo scorrere inesorabile del tempo, alimentato da un ricordo sempre presente, sempre vivo, soprattutto nei cuori di chi resta. Ed è proprio il desiderio di non dimenticare il punto di partenza di una manifestazione come la “Festa Degli Angeli”, nata nel 2018 da un’idea di Rosa Grande, madre di Gianluca, scomparso a soli 22 anni in un incidente stradale, per unire nel ricordo familiari e amici dei tanti giovani andati via troppo presto. Un dolore condiviso da famiglie provenienti non solo dalla comunità di San Pietro Lametino, ma dall’intero hinterland, che da ormai nove edizioni contribuiscono a rendere la “Festa Degli Angeli” un appuntamento particolarmente sentito da tutti, incluso chi non ha mai fatto mancare il proprio sostegno a Rosa.
“All'inizio, ho sposato la causa di Rosa per via del grande affetto che mi lega a lei e alla sua famiglia – dichiara la socia fondatrice Valentina Calabretta – ma negli anni la conferma è arrivata dalla gente. Penso che il dolore generato dalla perdita di una persona cara sia forse la cosa più difficile da affrontare, non si trova una spiegazione, non si supera mai, bisogna solo imparare a conviverci, per questo nel portare avanti questa iniziativa a volte ho un po' di timore. Entrare in qualcosa di così intimo e profondo come il dolore delle persone spaventa. Fondamentale è stato il riscontro che abbiamo avuto. La presenza sempre più numerosa di chi sceglie di vivere questo grande momento di comunione e preghiera non è altro che una conferma”.

Un momento di condivisione nato a San Pietro Lametino, dunque, ma divenuto un punto di riferimento per tanti: “Può sembrare strano – prosegue Calabretta - ma negli anni ho visto manifestarsi gioia nel ricordo di chi non c'è più. Ricordare insieme agli altri sembra rendere tutto un po' meno doloroso. Penso che la bellezza della Festa degli Angeli sia proprio questa: riuscire a trasformare il dolore in qualcosa di bello, ma sempre nel rispetto e nella sobrietà, senza mai perdere il focus del ricordo nella preghiera. Ormai, è "l'appuntamento del cuore" che ha reso la piccola comunità di San Pietro Lametino una grande comunità del ricordo”.
Tra l’altro, grazie anche al gran lavoro di tutti i volontari, la manifestazione è riuscita a crescere in modo esponenziale, trasformandosi in una vera e propria associazione di promozione sociale e raggiungendo famiglie provenienti da ogni dove. Come quella di Maria Stella Ielo, da Reggio Calabria, madre di Antonino Candido, Vigile del Fuoco di appena 32 anni vittima della “Strage di Quargnento”, che nel 2019 sconvolse la provincia di Alessandria: “Fino a quattro anni fa, non avevo mai sentito parlare della Festa degli Angeli – racconta Maria Stella – poi, un giorno, un nostro amico mi disse che una signora di Lamezia, che aveva seguito le vicende della "Strage di Quargnento", voleva contattare la nostra famiglia. Si trattava, ovviamente, di Rosa, la quale, con molta dolcezza, mi raccontò della sua perdita e di questa sua iniziativa, invitandomi a partecipare alla festa. Perdere un figlio è come perdere una parte di sé stessi e, anche se si va avanti, nulla è più come prima. Non si vive, si sopravvive con dentro questo immane e innaturale dolore”.

Da allora, anche per Maria Stella, la “Festa degli Angeli”, nonostante i chilometri e un dolore impossibile da lenire, è divenuto un importante momento di comunione e conforto: “La Festa degli Angeli è per noi un momento di preghiera e ricordo. Ma la cosa più significativa è il condividere le stesse emozioni, le stesse sensazioni, lo stesso dolore con persone che, purtroppo, hanno vissuto lo stesso dramma e quindi riescono a comprendere come ci si sente veramente. Ma questo dolore che ci accomuna si trasforma in affetto, amicizia e non servono parole per confortarsi. Basta uno sguardo, un abbraccio e i nostri cuori si uniscono, per fare arrivare ai nostri cari fin lassù tutto il nostro amore. Grazie ancora a Rosa – conclude - per averci accolto e reso partecipi di questa splendida iniziativa”.
Nel corso della nona edizione, dopo la celebrazione della Santa Messa presieduta dal vescovo Serafino Parisi, omaggiato con una foto di Carlo Acutis da una bimba di San Pietro Lametino, sono stati ricordati ben 382 giovani, al centro del momento più toccante dell’intera manifestazione, quest’anno impreziosito dal violino di Simone Campagna: “Un Pensiero Per Te”, concluso dagli immancabili palloncini e fuochi d’artificio rivolti verso quel cielo in festa per ognuno di loro, per un gran finale dal forte valore simbolico.
Al termine dell'evento, la consueta estrazione della tradizionale riffa e un piccolo dono per tutti in ricordo di un’altra emozionante giornata all’insegna della preghiera e della comunione dei cuori. Presenti, in rappresentanza delle istituzioni, anche il sindaco di San Pietro A Maida, Domenico Giampà, il sindaco di Gizzeria, Francesco Argento, e l’assessore al welfare e alle politiche sociali del Comune di Lamezia Terme, Mimmo Gianturco.
Francesco Sacco

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