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Corigliano Rossano - Sono stati inaugurati oggi i 22 ambulatori medici nel nuovo ospedale della Sibaritide, in fase di ultimazione in contrada Insiti a Corigliano Rossano. Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il commissario delegato per l'attuazione degli interventi per i nuovi ospedali calabresi, Claudio Moroni, il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, il prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano e l'arcivescovo di Rossano Cariati, monsignor Maurizio Aloise, il quale ha benedetto i locali degli ambulatori dopo un momento di preghiera.

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"Sono molto soddisfatto - ha detto Occhiuto - perché non credo che i calabresi possano ricordare un nuovo ospedale costruito negli ultimi quarant'anni e questo è un ospedale che, infatti, è stato promesso venti anni fa e che abbiamo costruito negli ultimi tre o quattro anni. Lo abbiamo fatto grazie all'impegno di una squadra che ha lavorato sotto la guida della Regione e del commissario affinché quest'opera che è stata sulla carta per tanto tempo diventasse un'opera reale. Certo, cominciamo aprendo soltanto gli ambulatori perché dovunque in Italia quando si aprono i nuovi ospedali il passaggio di tutte le attività fino alle sale chirurgiche è un passaggio che impegna qualche mese, ma ho voluto iniziare da subito perché se mai si inizia mai si conclude un lavoro che sarà complesso ma che finalmente darà ai cittadini di questa parte della Regione una struttura sanitaria nuova".

Il governatore ha anche messo in evidenza che "tra qualche tempo inaugureremo anche l'ospedale di Vibo Valentia, anche quello è un ospedale promesso venti anni fa, e, dopo aver affrontato e risolto tutte le criticità dell'ospedale della Piana di Gioia Tauro, di Palmi, finalmente ora ricominceranno anche lì i lavori e quindi dimostreremo che le opere pubbliche in Calabria si possono fare. In questo ospedale - ha continuato - ci sono stati otto incendi dolosi, forse perché c'era qualcuno che aveva interesse a dimostrare che le opere pubbliche non si possono concludere in Calabria: ha perso e ha vinto lo Stato. Grazie all'impegno delle forze di Polizia e della Prefettura l'ospedale si è concluso ed è stato finalmente dato ai cittadini di Corigliano Rossano e di tutta l'area un presidio moderno, bellissimo e come un segno tangibile di speranza per il futuro. Abbiamo un cronoprogramma mi pare che si preveda di trasferire moltissime delle attività tra tutte quelle di surgery e alcune degenze nelle prossime settimane fino a fine anno. Nel cronoprogramma che ho visto e al quale hanno lavorato gli uffici del Dipartimento Salute, di Azienda Zero e soprattutto dell'azienda sanitaria provinciale di Cosenza, l'idea è quella di trasferire tutto fino alle sale chirurgiche entro marzo dell'anno prossimo. Medicina nucleare e emodinamica sono tutte attività che devono essere compatibili con il DmM70, con il decreto industriale che stabilisce quella che deve essere l'offerta ospedaliera della Regione. E' evidente che avendo costruito un'opera così bella, un'opera magnifica, anche la rete ospedaliera dovrà essere adeguata nella direzione di riempire quest'opera di nuovi contenuti capaci di assicurare un'evoluzione della cittadina".

Straface: "Tagliato un traguardo storico"

"Un traguardo storico che restituisce dignità, futuro e servizi essenziali a un territorio che per troppi anni ha pagato un prezzo altissimo in termini di diritto alla salute". L'assessora regionale alle Politiche Sociali e al Welfare, Pasqualina Straface - attraverso l'ufficio stampa della Giunta calabrese - esprime "profonda soddisfazione nel giorno dell'inaugurazione dei primi 22 ambulatori del nuovo ospedale della Sibaritide, un passaggio fondamentale che segna l'inizio del trasferimento progressivo dei servizi sanitari nella nuova struttura di Insiti". Un risultato "che corona un lavoro istituzionale sinergico guidato dalla Giunta regionale: l'avvio operativo di questa struttura rappresenta una vittoria straordinaria della determinazione istituzionale sul disinteresse del passato. Il presidente Roberto Occhiuto ha dimostrato una leadership pragmatica e coraggiosa, riuscendo a sbloccare e portare a compimento un'opera strategica laddove per decenni vi erano stati solo annunci, superando persino gravi tentativi di intimidazione e attacchi dolosi con la forza dello Stato e della legalità".

"Per chi, come me, ha vissuto e sostenuto questo progetto fin dai primi passi - ha proseguito - oggi è un giorno dalle forti emozioni. La genesi dell'ospedale della Sibaritide affonda le radici nel 2007; quando nel 2009 guidavo l'Amministrazione comunale di Corigliano, avviammo un confronto serrato e proficuo con l'allora sindaco di Rossano, Francesco Filareto. Fu proprio attraverso quell'intesa istituzionale tra i due Comuni che contribuimmo in modo decisivo all'individuazione del sito strategico di Insiti, l'area baricentrica su cui oggi sorge questo moderno presidio. Vedere quel disegno prendere finalmente vita e trasformarsi in stanze, ambulatori e cura per i cittadini è il coronamento di un lungo percorso al servizio della nostra comunità". L'apertura dell'ospedale "rappresenta inoltre - ha aggiunto - un punto di snodo fondamentale per le politiche sociali ed il sistema di welfare dell'intera fascia ionica: la tutela della salute non è un concetto astratto, ma il pilastro fondamentale su cui si regge la coesione sociale di un territorio. Un presidio sanitario all'avanguardia come quello di Insiti non significa soltanto medicina d'eccellenza e riduzione della migrazione sanitaria, ma vuol dire dare risposte concrete alle fasce più fragili della popolazione, alle famiglie, agli anziani e a chi ha bisogno di un'assistenza integrata e di prossimità. Il nostro impegno come assessorato al Welfare sarà costantemente orientato a far sì che le politiche sociali e quelle sanitarie camminino di pari passo, trasformando la Sibaritide in un modello virtuoso di protezione ed inclusione sociale", ha concluso Straface.

Moroni: "Abbiamo affrontato l'emergenza degli incendi dolosi"

"Abbiamo dovuto fronteggiare un'emergenza che tipicamente nella costruzione di un'opera sanitaria non si può pensare possa esistere, gli incendi dolosi, tutti portati dall'esterno". Lo ha detto il commissario delegato per l'attuazione degli interventi per i nuovi ospedali calabresi, Claudio Moroni che oggi ha partecipato all'inaugurazione di 22 ambulatori medici del nuovo ospedale della Sibaritide, in fase di ultimazione a Corigliano Rossano.

"Si aspetta - ha aggiunto - quest'opera da almeno trent'anni, nel momento in cui ancora non esisteva una fognatura, non esisteva una condotta d'acqua e non esisteva una serie di servizi come la corrente elettrica, che è arrivata soltanto il primo ottobre, operativamente mostra che al di là dell'intenzione di tutti poi c'era qualcuno che in realtà non la voleva. Ovviamente questo l'abbiamo superato con gli strumenti di emergenza della protezione civile, il che è surreale, ma lo Stato italiano, il governo italiano ha deliberato lo stato di emergenza esattamente come se fossimo a valle di un terremoto".
Moroni ha inoltre evidenziato che la struttura è stata resa "autosufficiente sotto tutti gli aspetti e di conseguenza abbiamo potuto bypassare tutta una serie di servizi che non sono mai arrivati, che speriamo quanto prima arrivino, perché poi si possa beneficiare di quei servizi. Sotto l'aspetto dei numeri, ricordiamoci che già nel 2007 lo Stato italiano aveva decretato lo stato di emergenza esattamente per la stessa penalità, senza riuscire in questo obiettivo e quindi ci fu il nulla di fatto, quindi nel 2010 viene chiuso lo stato di emergenza senza nessun risultato, salvo che la redazione di un progetto preliminare, quindi stiamo parlando del 2007. Sono passati tanti anni e per farla breve si è arrivati sostanzialmente al 2024 a valle dell'approvazione della variante, perché stiamo parlando di un progetto che era quindi risalente agli inizi degli anni 2000, si è dato il via al cantiere. Quello che vedete oggi è stato realizzato, almeno dagli scavi e dalle fondazioni, dal 2024 ad oggi e sono tempi che diventano dei tempi molto brevi in qualunque posto d'Italia più che mai da queste parti". Secondo il commissario, "l'apertura di un ospedale così grande non può che essere graduale e non può che avvenire per fasi in funzione di quello che è un'interazione molto stretta del fabbisogno sanitario e dell'esigenza di cantiere", ha concluso Moroni. 

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