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Catanzaro - Venti persone, fra cui esponenti politici di primo piano della politica regionale, sono indagate nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro sulla gestione di appalti pubblici in Calabria. Al centro dell'inchiesta, secondo quanto si apprende, alcuni investimenti nella città di Cosenza ed in particolare quelli legati alla costruzione del nuovo ospedale, della metropolitana di superficie e del museo di Alarico. Fra gli indagati, secondo quato si apprende, figurano il residente della Regione, Mario Oliverio, il sindaco di Cosenza, Mario OcchiutoNicola Adamo, ex consigliere regionale e vice presidente della Giunta, entrambi del Pd, e Luca Morrone, figlio del consigliere regionale Ennio Morrone. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri. 

Ecco le reazioni dal mondo politico:

Di Maio: “Zingaretti metta fuori governatore Calabria”

"Zingaretti metta fuori il governatore della Calabria, FI espella i suoi" esponenti indagati, "Fdi chiarisca sui presunti finanziamenti illeciti". Lo dice Luigi Di Maio in una conferenza stampa alla Camera, parlando delle inchieste giudiziarie emerse oggi. "Noi siamo paladini della giustizia. Le inchieste devono arrivare a punire i colpevoli. Io non esulto ma se oggi chi viene condannato in Italia è grazie alla legge spazza corrotti", sottolinea.

Morra: "Classe politica tra le peggiori dell'Universo, facciamo pulizia"

"Quanto emerge dagli atti della Procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri non è inquietante, non è avvilente, non è desolante. È peggio! Anche semplicemente ipotizzare una cupola che controlli tutti gli appalti pubblici in Calabria è raccapricciante, perché fa intendere quanta libertà economica vi sia in questa terra difficile nel trattare con le amministrazioni pubbliche: zero! Tutto controllato, tutto funzionale ad interessi di pochi che fottevano i diritti di tutti". Lo scrive su Fb il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra. "Quest'ipotesi, se confermata successivamente, farebbe anche capire che cosa abbia impedito ed impedisca tuttora alla Calabria di svilupparsi economicamente: una classe politico-burocratico-amministrativa fra le peggiori dell'universo, non del solo pianeta Terra. Parassiti pronti a trasformare ogni possibile progetto di spesa pubblica in occasione con cui consolidare il proprio potere di condizionamento e di sottomissione al bisogno cui tanti calabresi onesti vogliono sottrarsi. Facciamo finalmente pulizia in Calabria, riprendiamoci il nostro diritto al rispetto che le istituzioni ci debbono in quanto cittadini e non sudditi. E se pensiamo che Oliverio era considerato il candidato del centrosinistra, Occhiuto del centrodestra, capiamo che cloaca sia stata e sia la punta dello stivale", conclude Morra.

Marina Sereni (Pd): “Politica calabrese valuti interessi della Regione”

"Seguiamo con attenzione e rispetto il lavoro degli inquirenti calabresi e auspichiamo che si faccia piena luce su eventuali episodi di malaffare", afferma Marina Sereni, responsabile Enti locali nel Coordinamento Pd. "Il Paese, tanto più in una fase di difficoltà economiche e di ristrettezze della finanza pubblica, non può tollerare episodi di cattiva gestione. Il Pd è e sarà sempre in prima linea contro ogni forma di opacità e mancato rispetto delle regole - aggiunge - Confidiamo che la politica calabrese sappia valutare con serietà ed equilibrio la forma migliore per garantire gli interessi della Calabria e la piena funzionalità delle amministrazioni".

 Ferrara (M5s): “Una classe politica nuova per la Calabria”

“Dopo l’ennesimo terremoto giudiziario che coinvolge il presidente della Regione Calabria, mi chiedo cosa aspetti Zingaretti per pretendere le dimissioni di Oliverio. Lo scossone giudiziario che lo coinvolge ricorda molto quello in Umbria che ha portato alle dimissioni di Catiuscia Marini”, così in una nota l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara. “Quest’ultima inchiesta - aggiunge - interessa il Pd, Forza Italia e nomi ben noti del panorama politico calabrese che avrebbero agito nel solo interesse di imprese amiche. Al centro di tutto c’è la realizzazione di una grande opera, la metropolitana leggera che deve collegare Cosenza – Rende e l’Università della Calabria. Un’opera sulla cui realizzazione il Movimento 5 stelle a tutti i livelli si è sempre opposto. Un’opera contestata dai cittadini, i comitati, le attività commerciali, ma sostenuta solo dalla vecchia classe politica, il Pd in testa, ed un’inchiesta oggi ci dice il perché. Oliverio e Occhiuto devono tornare a casa e risolvere i loro guai giudiziari lontani dalle Istituzioni. Dimostrino, per una volta, rispetto verso i cittadini, si scollino una volta per tutte dalle poltrone - conclude la Ferrara - e diano la possibilità a questa terra di riscattarsi con una classe politica nuova e lontana anni luce da queste modalità di gestire il denaro pubblico”.

Fi Calabria: “Occhiuto ha agito per interesse pubblico”

“Mario Occhiuto ha agito per interesse pubblico”. Lo sostiene, in una nota, il coordinamento regionale di Forza Italia facendo riferimento all'avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso a carico del sindaco di Cosenza. “L'avviso di garanzia a Mario Occhiuto - aggiunge Fi Calabria - riguarda un'accusa precisa: avrebbe preteso che la Regione finanziasse opere pubbliche per la città. Non ci sono fatti o richieste di carattere personale. Un finanziamento che, è opportuno chiarirlo, era già stato stanziato prima della Giunta Oliverio. Tutte le fasi relative ai finanziamenti pubblici sono state svolte con assoluta trasparenza, con conferenze stampa e anche momenti di forte polemica che sono sempre stati resi pubblici. Nel quadro generale dell'inchiesta emergono, invece, profili di responsabilità penale nei confronti di esponenti politici che avrebbero agito illecitamente proprio per far dacadere, come è accaduto, Occhiuto da sindaco di Cosenza, nel febbraio del 2016. Non è assolutamente pensabile mettere insieme vittime e carnefici nello stesso calderone". "Mario Occhiuto - conclude la nota - ha agito per tutelare la sua comunità, così come deve fare un Sindaco accorto e illuminato".

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