
Roma - I pesticidi in Italia contaminano due terzi delle acque superficiali (fiumi, laghi, canali) e un terzo delle acque sotterranee (le falde). I loro livelli sforano i limiti di legge nel 24% delle acque superficiali e nell'8,3% delle acque di falda. L'inquinante più frequente è l'erbicida glifosato, la zona più colpita la Pianura Padana. Ma il dato è parziale. Al Nord ci sono più sforamenti perché si fanno più controlli. Al sud i controlli sono scarsi, e la Calabria addirittura non fornisce dati. A tracciare il quadro è il rapporto annuale dell'Ispra (il centro studi del Ministero dell'Ambiente) sui pesticidi nelle acque interne, presentato stamani a Roma. I dati sono riferiti al biennio 2015-2016. I pesticidi in Italia sono presenti nel 67% delle acque superficiali monitorate, e superano i limiti di legge nel 23,9%.
Nelle falde sotterranee, i pesticidi sono stati trovati nel 33,5% dei punti di rilevazione e superano i limiti nell'8,3%. La maggior presenza di pesticidi nelle acque si riscontra nella pianura padano-veneta, dove le indagini delle Arpa regionali sono più approfondite (più rilevamenti, più sostanze ricercate). Il 50% dei punti di monitoraggio sono al Nord. In Italia si fanno rilevamenti su 400 sostanze nell'acqua, ma non in modo uniforme: in alcune Regioni se ne cercano molte, in altre (soprattutto nel Mezzogiorno) poche. La presenza dei pesticidi interessa oltre il 90% delle acque superficiali in Friuli Venezia Giulia, provincia di Bolzano, Piemonte e Veneto, e più dell'80% dei punti in Emilia Romagna e Toscana. Supera il 70% in Lombardia e provincia di Trento.
Nelle acque sotterranee è elevata in Friuli (81%), in Piemonte (66%) e in Sicilia (60%). Tutte zone ad agricoltura intensiva. Le sostanze più rilevate nelle acque superficiali sono il glifosato (che ha ricevuto di recente un contestatissimo via libera dall'Ue) e il suo derivato AMPA, l'atrazina (fuorilegge dal 1992, ma rimasta nell'ambiente), il metolachlor ESA, il bentazone e 2,6-diclorobenzammide, l'insetticida neonicotinoide imidacloprid (messo fuorilegge dalla Ue pochi giorni fa perché uccide le api), i fungicidi triadimenol, oxadixil e metalaxil. "Si trovano miscele di sostanze - ha spiegato il ricercatore Pietro Paris dell'Ispra.
In media 5, ma fino a 55". Nel biennio 2015-2016 sono tornate ad aumentare in Italia le vendite di pesticidi, in calo da un decennio. Solo la vendita di quelli più tossici è scesa del 36,7%. La media nazionale delle vendite riferite alla Superficie Agricola Utilizzata (SAU) è di 4,6 kg/ha. Sono al di sopra Veneto con oltre 10 kg/ha, Provincia di Trento, Campania ed Emilia Romagna sopra gli 8 kg/ha e Friuli-Venezia Giulia con 7,6 kg/ha.
© RIPRODUZIONE RISERVATA