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Roma - Solo 16 regioni hanno recepito il Piano Nazionale Cronicità e spesso con tempi molto lunghi, in media di 20 mesi. Mentre 5 regioni mancano ancora all'appello e non danno segnali di attenzione. A fotografare l'implementazione di questo tassello importante per l'assistenza ai malati cronici, che in Italia sono circa 24 milioni, è la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Dalle demenze all'osteoporosi, dal Parkinson al diabete, le malattie croniche rappresentano un capitolo di spesa in costante crescita, di pari passo con l'invecchiamento della popolazione, e che già oggi assorbe circa 67 miliardi di spesa complessiva in Italia. Per organizzare al meglio l'assistenza, da settembre 2016 l'Italia ha approvato un Piano nazionale cronicità, ma solo 16 Regioni lo hanno recepito.

Diversi, e spesso molto lunghi, i tempi: si passa dai 2 mesi della Puglia, i 3 dell'Umbria e i 7 dell'Emilia-Romagna, sino ad arrivare ai 28 del Molise e della Val d'Aosta, i 32 mesi della Liguria, 33 della Calabria. A mancare all'appello sono, invece, le delibere di Friuli Venezia Giulia, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna. "La mancata o ritardata attuazione, da parte delle Regioni, di atti di programmazione sanitaria nazionale già approvati - osserva Tonino Aceti, portavoce del Fnopi - rappresenta una tra le principali criticità della governance del servizio sanitario pubblico, che contribuisce a minare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e ad aumentare le disuguaglianze esistenti tra le Regioni".

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