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Lamezia Terme - Strategico per la sua posizione baricentrica, ma oggetto di forti polemiche sul versante politico tra chi vede con favore la sua inclusione nell'Azienda ospedaliera unica di Catanzaro e chi invece è fermamente contrario. Si parla ovviamente dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia. Una struttura importante che registra un totale di 228 posti letto ordinari; 17 posti letto in regime di day-hospital in totale, e 7 posti letto in totale in regime di day-surgery. Con quasi 18 mila pazienti transitati al Pronto soccorso dall’inizio dell’anno fino al 23 maggio (quindi, circa 125 pazienti transitati al giorno). L'ospedale lametino, che fa parte dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, è uno spoke (cioè un presidio ospedaliero territoriale collegato a un ospedale hub), e ricomprende anche i nosocomi di Soverato e Soveria Mannelli. 

Reparti in affanno per carenza di personale 

Vasto il bacino d’utenza del Giovanni Paolo II, che serve oltre a Lamezia, una città di 71 mila abitanti, anche 20 comuni del suo hinterland: Carlopoli, Conflenti, Cortale, Curinga, Decollatura, Falerna, Feroleto Antico, Gizzeria, Jacurso, Maida, Martirano, Martirano Lombardo, Motta Santa Lucia, Nocera Terinese, Pianopoli, Platania, San Mango d’Aquino, San Pietro a Maida, Serrastretta e Soveria Mannelli. Per un totale di oltre 130 mila persone. Tutti questi comuni sono compresi anche nel Distretto sociosanitario di Lamezia. L’assistenza distrettuale, come si legge sul sito dell’Asp catanzarese, eroga “l'assistenza primaria in ambulatorio e a domicilio, ivi compresa la continuità assistenziale, attraverso medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, servizi di guardia medica notturna e festiva e presidi specialistici ambulatoriali; assistenza specialistica ambulatoriali a gestione diretta e le altre strutture private accreditate erogatrici di prestazioni di assistenza specialistica; prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, nonché prestazioni sociali di rilevanza sanitaria delegate dai Comuni"

Servizi di assistenza dall'infanzia ai disabili 

"L'assistenza specialistica ambulatoriale, anche con l'integrazione del livello ospedaliero; le attività o servizi consultoriali per la tutela della salute dell'infanzia, della donna e della famiglia; le attività o servizi rivolti a disabili ed anziani; l’assistenza domiciliare. Il Distretto garantisce i Livelli essenziali di assistenza, distribuendo i servizi nelle sedi di Soveria Mannelli, Nocera Terinese, Martirano, Maida, Lamezia Terme e garantendo una presenza settimanale di medici dipendenti e di amministrativi negli ambulatori di Curinga e Mortilla. Nel Distretto sono presenti 49 farmacie ed operano medici di medicina generale e pediatri di libera scelta”.

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Occhi puntati sui fondi destinati all'ammordenamento 

A prescindere dagli sviluppi futuri, comunque, l’attenzione sul Giovanni Paolo II resta alta. Come dimostrano i 20 milioni (19 milioni a totale carico dello Stato e 1 milione a carico della Regione) previsti dal Patto per lo sviluppo della Calabria per il suo adeguamento e potenziamento. Oggetto dell’investimento: ristrutturazione messa a norma, adeguamento dei reparti e dei servizi ospedalieri e dei relativi impianti tecnologici. Un progetto articolato in due lotti funzionali correlati. Il primo riguarda la ristrutturazione messa a norma, adeguamento dei reparti e dei servizi ospedalieri dei corpi di fabbrica principali (piastra e degenze) e dei corpi di fabbrica annessi compreso i relativi percorsi. Verranno cioè redistribuiti gli spazi sulla base delle funzioni tematiche prescritte dai parametri di accreditamento, per una maggiore performance di carattere alberghiero e una più valida e razionale utilizzazione delle superfici. Mentre il secondo lotto prevede l’adeguamento e messa a norma degli impianti tecnologici, di condizionamento e di prevenzione incendi e degli impianti correlati. In pratica, il presidio ospedaliero lametino si doterà di impianti tecnologici calibrati sulla nuova organizzazione funzionale e soprattutto in grado di consentire all’intera struttura il perseguimento della sicurezza ai fini della prevenzione incendi. Prevista inoltre l’implementazione di tecnologie ed attrezzature elettromedicali: una nuova Tac per il Pronto soccorso; nuovi ecografi per ambulatori e reparti, aggiornamenti tecnologici per attrezzature esistenti e attrezzature e strumentario endoscopico, otorino, oculistico e cardiologico. Gli interventi sono finalizzati alla ristrutturazione e adeguamento impiantistico e tecnologico sia sotto il profilo della conformità alle vigenti normative di sicurezza e di accreditamento, sia sotto il profilo di un miglioramento del comfort alberghiero riferito al nuovo assetto dipartimentale delle degenze, con il quale si prevede un’ottimizzazione dei costi di gestione.

Favorevole al rilancio del Giovanni Paolo II, con un potenziamento di personale e un aggiornamento delle tecnologie, ma anche dell’ospedale di Soveria Mannelli, che avrà tecnologie e figure professionali necessarie, è il commissario ad acta alla sanità calabrese, Saverio Cotticelli (che comunque si è dichiarato contrario all’inserimento del nosocomio lametino nell'Azienda ospedaliera unica di Catanzaro). Il commissario Cotticelli ha incontrato in Cittadella il deputato del Movimento 5 stelle, Giuseppe d'Ippolito, insieme a una rappresentanza del Coordinamento 19 marzo, del meetup Lamezia 5 stelle e del Comitato pro-ospedale del Reventino di Soveria Mannelli. Questo rilancio avverrà attraverso specifici tavoli tecnici con il nuovo commissario dell'Asp di Catanzaro, ascoltando le proposte dei comitati civici attivi sul territorio. 

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E, in attesa che tutte le tessere si ricompongano nel mosaico, soprattutto alla luce delle nomine dei nuovi vertici dell’Asp, una visita casuale, nell’orario di punta di un giorno di metà settimana, in alcuni nodi nevralgici del Giovanni Paolo II, come il Pronto soccorso, il Cup e il Centro prelievi, si vedono scene di ordinaria amministrazione. Nulla di particolarmente rilevante da segnalare. Niente file caotiche. C’è un ordinato viavai di persone. Tra loro, anche bambini e anziani. A dare assistenza a 360 gradi, i volontari Anps (l’Associazione nazionale della polizia di Stato). Medici e paramedici lavorano senza sosta, nonostante le carenze d’organico. Una pesante problematica che, comunque, non riguarda solo il Giovanni Paolo II, ma condiziona tutta la sanità calabrese. Qualcuno dei pazienti borbotta, è vero, ma la maggior parte degli utenti aspetta tranquillamente il proprio turno seduto, scambiando qualche parola con chi sta vicino. Con la consapevolezza che più di così è davvero difficile ottenere, per cause che esulano dal contesto del nosocomio cittadino, tenendo ben presente che la sanità nella nostra terra è commissariata da un decennio e, da ultimo, non bisogna dimenticare gli effetti del decreto Calabria, a firma del ministro della Salute Giulia Grillo. Sempre con gli occhi puntati sulle agognate assunzioni che dovrebbero arrivare dallo sblocco del turnover.

Giuseppe Maviglia 

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