
Catanzaro - La quarta presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2016 è stata realizzata presso l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro lo scorso venerdì e ad introdurre il convengo è stato il professore Ordinario di Diritto Ecclesiastico e Canonico dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, Antonio Mantineo, mentre la presentazione del Dossier è stata realizzata dalla dottoressa Roberta Saladino (Referente Regionale per il Centro Studi e Ricerche IDOS) che ha introdotto i dati calabresi, affermando come “Al 1° gennaio 2016 i cittadini stranieri residenti in Calabria sono circa 97mila e rappresentando il 4,9% dell’intera popolazione residente. Tra il 2014 e il 2015 sono aumentati del 6,1% (passando da 91.354 a 96.889), un incremento superiore alla media nazionale (pari invece allo 0,2%)”. Due le componenti principali: “Il tasso di crescita naturale pari a 9,6 per mille e al tasso migratorio con l’estero pari a 82,8 per mille”. “I principali paesi di partenza – ha proseguito la Saladino nel suo intervento - sono la Romania con 33.137 residenti, il Marocco (la collettività di più antica immigrazione in Calabria) con 14.058, l’Ucraina con 6.458, la Bulgaria con 6.274 e l’India con 4.315. Gli stranieri residenti in Calabria sono soprattutto concentrati nelle province di Cosenza (31.790), Reggio Calabria (30.257) e Catanzaro (17.163); seguono con numeri nettamente inferiori Crotone (10.356) e Vibo Valentia (7.323)”.
La popolazione straniera è costituita soprattutto dalla popolazione in età attiva (15-64 anni), rappresentando l’83% della popolazione totale residente in Calabria, degli 80.048 lavoratori stranieri il 60% è costituito dal contingente delle prime 25 generazioni (15-39 anni), mentre la popolazione attiva italiana è costituita dal 53%, dalle 25 generazioni anziane (40-64 anni). Inoltre negli ultimi 10 anni si registra un decremento demografico della popolazione attiva autoctona pari a -5,09 per mille (verosimilmente imputabile a due motivi: decremento delle nascite e ripresa dei flussi emigratori dei giovani italiani verso il Nord Italia e soprattutto verso il Nord Europa, secondo i dati dell’A.I.R.E. al 31 dicembre 2015 sono residenti all’estero quasi 400mila calabresi con un incremento rispetto al 2014 di 11.000 persone in più) mentre nello stesso periodo si ha un incremento pari a 121,09 per mille della popolazione attiva straniera (questo aumento è verosimilmente imputabile all’incremento dei flussi immigratori).
Il dato demograficamente allarmante per la Calabria secondo la Saladino è l’invecchiamento, al pari delle altre regioni italiane e infatti, afferma: “La nostra regione è oramai fortemente interessata dall’invecchiamento demografico. Tale processo si è avviato con più ritardo rispetto alle regioni settentrionali in ragione della persistenza di livelli più alti di fecondità che hanno, rallentato per qualche tempo gli effetti dell’accresciuta longevità. Le cause dell’invecchiamento demografico sono sostanzialmente l’allungamento della vita e la riduzione delle nascite”. “Il processo di invecchiamento demografico ha, infatti, - sostiene - ricadute notevoli in termini di politiche sociali, economiche, sanitarie ed assistenziali, ma pone anche delle importanti sfide dal punto di vista sociale, influendo sugli equilibri generazionali all’interno delle popolazioni e, di riflesso, sul sistema dei ruoli e delle funzioni dell’intera società”. La dottoressa Saladino ha concluso il suo intervento, dicendo che la Calabria sta quindi divenendo “sempre di più un chiaro esempio di come la recente evoluzione dei comportamenti demografici e familiari, rappresenti un rilevante ostacolo per un armonico sviluppo del sistema sociale ed economico della nostra regione, al fine di poter rallentare l’invecchiamento demografico e l’ammontare della popolazione occorre formulare delle politiche socio-occupazionali in grado di trattenere i nostri giovani in Calabria e attrarre sempre di più forza lavoro dall’estero”. E’ poi intervenuto don Piero Puglisi (Direttore dell’Ufficio “Migrantes” dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace), che ha illustrato l’esperienza dell’accoglienza realizzata presso la Fondazione Città Solidale di cui è Presidente, Don Puglisi ha affermato: “In tutti i comuni in cui abbiamo con la Fondazione avviato il percorso Sprar, ci sono state solo esperienze positive”. Secondo Don Puglisi l’accoglienza deve essere vista anche come opportunità per lo sviluppo locale, oltre che uno strumento per aiutare i rifugiati ed richiedenti asilo. Conclude dicendo che: “Può esserci un’integrazione, basta fare squadra”. A coordinare i lavori è stato Luigi Mariano Guzzo dottorando di ricerca in “Teoria del diritto e ordine giuridico ed economico europeo” l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro.
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