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San Giovanni in Fiore (Cosenza) – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Luigi Michele Perri, Presidente di Presila cosentina, società mista a maggioranza pubblica, vincitrice dell’appalto sulla raccolta differenziata del Comune di San Giovanni in Fiore: “Sulla gara di appalto di San Giovanni in Fiore e sul contratto ai dipendenti della cooperativa “Città pulita” sono state diffuse notizie totalmente destituite di ogni fondamento. Ho dato mandato legale per sporgere querela, concedendo la più ampia facoltà di prova morale e penale, contro chiunque – indifferentemente se si tratti di parlamentari, amministratori locali o cittadini comuni -abbia posto dubbi sulla più assoluta correttezza della società Presila cosentina rispetto all’appalto di che trattasi. La regolarità della gara è sancita in una ordinanza del Tar Calabria (n. 00522/2016 del 17. 11. 2016), adito dalla Cooperativa “Città pulita” contro il Comune di San Giovanni in Fiore nei confronti di Presila Cosentina. La cooperativa “Città pulita” detiene tuttora e da più anni il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nello stesso Comune. Ha partecipato all’appalto e, all’esito della gara, è stata collocata al quarto posto. Il suo ricorso al Tar, che è pienamente entrato nel merito dei motivi addotti, è stato rigettato. La parte soccombente, vale a dire la Cooperativa “Città pulita”, non ha neanche ritenuto di proporre appello. Tale Cooperativa ha avanzato le sue denunce non prima, né durante l’iter della gara, bensì ad esito pubblicato, esito contrario evidentemente alle sue aspettative. Due parlamentari di Cinquestelle ne stanno patrocinando la causa, com’è nel loro sacrosanto diritto. Tuttavia, è degna di miglior causa la loro ostinazione, visto che, tra l’altro, essi continuano a esporre riserve e sospetti sulla regolarità della gara, le stesse riserve e sospetti che hanno ispirato il ricorso al Tar. Costoro non si sono minimamente preoccupati di interpellare Presila Cosentina, società iscritta nella “white list” prefettizia, per giungere ad una sintesi delle diverse posizioni e, poi, comportarsi di conseguenza. Facciamo nostre le loro richieste al ministro degli Interni, all’Anac, alla Prefettura e a quanti altri, nel senso che chiediamo ogni approfondimento che investa non solo le responsabilità funzionali e di gestione, ma anche le qualità morali, per me prioritarie, della conduzione della Società. La cui correttezza è consacrata in atti, tra l’altro, della Corte dei Conti, che ebbe modo di rilevarla nei suoi effetti contabili, organizzativi e in termini di efficienza dei servizi e di efficacia. Il presidente e l’amministratore delegato guadagnano meno di un dipendente, unico caso al mondo in una società per azioni. Nella storia societaria, non c’è un euro pagato per rimborsi spese agli amministratori. Non c’è un euro speso per motivi di rappresentanza. Amministratori sono al minimo di un gettone a riunione per una decina di riunioni all’anno. I revisori sono al minimo tariffario. Tutti gli automezzi sono adibiti al servizio. Non ci sono auto di rappresentanza. Non ci sono direttori o segretari generali. Nessuno tra gli amministratori ha telefonini aziendali. Non ci sono mai state assunzioni di favore. Non abbiamo mai avuto contributi pubblici, nemmeno quando abbiamo subito due attentati incendiari di mafia che hanno più che dimezzato il parco automezzi. Siamo la prima Società in Calabria ad avere tolto i cassonetti dalle strade, grazie alla efficienza del porta a porta spinto nei Comuni dove espletiamo il servizio. Siamo la Società che continuativamente negli anni porta i suoi Comuni nei primi dieci-venti posti delle graduatorie Arpacal e Legambiente della differenziata. Nel giro di un decennio abbiamo triplicato il numero dei dipendenti. Sul contratto dei lavoratori di San Giovanni in F., Presila è rigorosamente orientata al rispetto delle prescrizioni contenute nel bando di gara, nel capitolato d’appalto e in ogni altro documento ufficiale. E’ cioè decisa a rispettare, con ogni scrupolo, le stesse condizioni per le quali la Cooperativa “Città pulita” aveva partecipato alla gara e che, pertanto, per parte sua, aveva ritenuto pienamente soddisfacenti. In tutta evidenza, sarebbero state ancora più soddisfacenti se tale Cooperativa avesse vinto l’appalto; se così, tutto sarebbe filato liscio. Siccome lo hanno perso allora quelle condizioni non vanno più bene. Come quelle relative alle ore contrattuali, tanto contestate. Ogni altro rilievo risulta pretestuoso e strumentale. In ogni caso, siamo pronti ad ogni confronto, punto per punto, documenti inoppugnabili alla mano. Presila non ha ancora assunto l’esercizio del servizio, per il che diversi altri adempimenti sono in itinere nel pieno rispetto della legge, del bando, del capitolato d’appalto, di ogni altro documento che ne faccia corpo, ma soprattutto nel superiore vincolo morale della trasparenza, della correttezza e del massimo rispetto verso padri di famiglia e lavoratori impegnati nel servizio. Noi non siamo venuti meno ad alcuna prescrizione, ma soprattutto non veniamo meno ai dettati della nostra limpida coscienza”. 

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