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Perugia - Inaugurato, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, l'anno di studi 2016-2017 della fondazione Onaosi. Alla cerimonia è intervenuto anche il procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. A portare il loro saluto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e il vice sindaco di Perugia, Urbano Barelli. L'inaugurazione è stata aperta dal presidente dell'Onaosi, Serafino Zucchelli e dal vice presidente, Aldo Grasselli. Appuntamento trasmesso in diretta streaming e seguito dagli studenti ospiti delle strutture della Fondazione di tutta Italia. La cerimonia si è conclusa con uno spettacolo musicale.

Gratteri: mafie interessate vigneti e uliveti perché si guadagna

"Le mafie si stanno comprando ristoranti, pizzerie, latifondi. C'è un grande interesse nel comprare vigneti e uliveti, perché si guadagna, soprattutto se si ha la spregiudicatezza di accedere, attraverso dirigenti compiacenti delle Regioni, ai fondi e ai contributi europei": lo ha detto il procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervenendo a Perugia, alla cerimonia inaugurale dell'anno di studi dell'Onaosi. Per il magistrato, "c'è una grande speculazione e ci sono grandi truffe che vengono organizzate ai danni della Comunità Europea, con rischi sul piano penale bassissimi". Il procuratore ha quindi sottolineato come "ormai le mafie italiane siano quasi in tutto il mondo".

"Certamente, quella più diffusa - ha aggiunto - è la 'ndrangheta, l'unica presente in tutti i continenti e che si muove e si sviluppa attraverso i locali, che sono strutture base, cloni di quelle che ci sono in Calabria. Se voi andate a Londra, a Zurigo, a Francoforte, a Toronto, in Australia la struttura e il marchio è lo stesso: questa è la forza della 'ndrangheta, che ha quasi soppiantato 'Cosa Nostra'. Oggi 'Cosa Nostra' americana ha quasi reciso il cordone ombelicale con la mafia italiana, non parla più italiano ma inglese e quindi non si capiscono". Per Gratteri, nel portare Cosa nostra verso la fine "ha inciso tantissimo la politica stragista". "Riina - ha detto - è l'uomo più odiato dalla mafia. La popolazione siciliana non ha accettato quello stragismo e le mafie per esistere hanno bisogno del consenso popolare: esistono quando vengono accettate e interagiscono con la collettività, si nutrono del consenso popolare". "Se un giorno dovessero finire le mafie - ha concluso Gratteri - la prima a scomparire sarà la camorra, che sta diventando sempre più isterismo, criminalità comune, che è cosa diversa dalle mafie".

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