
Lamezia Terme – E’ stato accolto il ricorso di una professoressa lametina che era stata trasferita in Campania dalla Calabria. A darle ragione, il giudice Mancuso del Tribunale di Nocera Inferiore, sezione Lavoro che ha accolto la richiesta avanzata dal legale della docente, l’avvocato Antonello Sdanganelli.
La professoressa, proveniente dalle cosiddette Gae (graduatorie ad esaurimento) era stata immessa in ruolo con il piano ministeriale straordinario nello scorso anno scolastico e, nonostante la preferenza per le sedi calabresi, è stata trasferita direttamente in Campania, dove è diventata titolare di cattedra in una scuola media di Pagani, nel salernitano. La professoressa sarebbe statam però, scavalcata, nonostante la parità di punteggio e la maggiore anzianità, da altre docenti che avevano ottenuto sedi più vicine.
“Tale situazione – si legge - evidenzia un chiaro errore dell'algoritmo ministeriale che ha stravolto l'ordine di preferenza in base al punteggio , finendo con l'assegnare sedi viciniore a docenti con punteggio inferiore rispetto ad altri docenti trasferiti in sedi di gran lunga più distanti dal luogo di residenza”. L’errore dell’algoritmo ministeriale avrebbe provocato, come si legge nel dispositivo, “una situazione di caos testimoniato dal gran numero di ricorsi analoghi pendenti anche dinanzi a questo Tribunale”.
Il giudice ha anche stabilito che il trasferimento è avvenuto senza considerare le sue condizioni personali, e anche per la considerevole distanza dal proprio luogo di residenza e dal proprio nucleo familiare, avrebbe provocato alla docente “grave e comprensibile disagio morale e materiale”. “L'ordinanza è importante – commenta il legale - rispetto alle altre in quanto considera illegittimo l'algoritmo con cui il MIUR ha disposto i trasferimenti in massa, ritenendolo fonte del "caos" procurato all'organizzazione scolastica”.
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