Catanzaro - "Il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, ha ragione nell'affermare che la Calabria non è matura sul piano del coraggio della denuncia e quanto da egli detto ho possibilità di riscontrare quotidianamente, quando apprendo dai social network di lesioni ai diritti dell'infanzia, ma sulla e-mail del Garante non trovo nulla". E' quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Calabria, che ritorna per l'ennesima volta sull'argomento, spiegando: "Sin dal mio insediamento ho provveduto a divulgare l'indirizzo e-mail del Garante nella speranza di spronare la gente, che è a conoscenza di violazioni ai diritti dei bambini e degli adolescenti, a denunciare.
Quando sono andato a trovare la Polizia delle Comunicazioni a Reggio Calabria, i poliziotti mi hanno detto a chiare note che il problema principale che registrano è quello della mancata denuncia da parte della gente. Però - incalza Marziale - su Facebook scrivono di tutto e di più, talvolta episodi che dopo accurati accertamenti riscontriamo non essere veri".
Il Garante evidenzia: "Ricevo centinaia di persone nel mio ufficio, che mi raccontano di episodi gravissimi, e al mio invito a denunciare mi sento rispondere che quanto da loro narratomi non hanno intenzione di riferirlo alle istituzioni inquirenti e non accettano nemmeno l'invito a scrivere nero su bianco per permettermi di procedere. Ciò è complicità, ciò è omertà e quando ci sono bambini di mezzo è compartecipazione al perpetuarsi di crimini".
"A corollario di tale, desolante, quadro - conclude Marziale - vi è poi la calata dei corvi, degli untori, che sempre sui social network scrivono che le istituzioni non intervengono. A questi ultimi raccomando un esame di coscienza, perchè anche questa è una forma di collaborazione a beneficio dei crimini. Ricordo che l'e-mail del Garante è:
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