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Lamezia Terme – "Al più presto la modifica dello statuto per conformità con la legge Madia, la figura di un amministratore unico per una netta rottura con il passato e a capo un calabrese, possibilmente legato al territorio lametino", queste le prime dichiarazioni a caldo del presidente della regione Mario Oliverio. C’è fermento negli uffici direzionali della Sacal per la prima assemblea dei soci in corso dopo la bufera che ha coinvolto i vertici della società che gestisce lo scalo aeroportuale lametino, e da poco anche quelli di Reggio e Crotone. Presente, oltre al governatore della Calabria, anche il sindaco della città Paolo Mascaro.

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Oliverio è stato chiaro: “Basta con quel tipo di logica che ha portato al fallimento anche degli aeroporti di Reggio e Crotone, quello di Lamezia deve restare un aeroporto sano con alla base rigore e trasparenza. La politica e l’imprenditoria stiano ben attente. Sono qui oggi – prosegue il presidente della Regione – perché si proceda con una modifica dello statuto e un consiglio d’amministrazione che sia conforme alla legge Madia”. Una novità importante infatti, quella contenuta nella legge Madia per la regolamentazione delle società partecipate: l’organo amministrativo dovrà essere costituito o da un amministratore unico o da un consiglio di amministrazione che, però, dovrà essere composto al massimo dai tre ai cinque membri, a fronte degli otto che ora vanno a comporre il cda Sacal. 

Sembra adesso che un nome sia già nell'aria ma per ora si mantiene il più stretto riserbo.

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Sindaco Mascaro: "Sacal dovrà rivendicare il suo ruolo e cambiare registro"

Della stessa linea di Oliverio, anche il sindaco della città Paolo Mascaro, oggi in Sacal per sostituire il rappresentante del Comune Emanuele Ionà finito tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta Eumenidi. “C’è prima di ogni cosa lo statuto da modificare – ha affermato il primo cittadino – il ruolo della città di Lamezia sarà rivendicato così come la Sacal dovrà rivendicare il suo ruolo e cambiare registro. Al consiglio d’amministrazione vogliamo fornire un nome – ha concluso – ma in via preliminare occorre convocare un’assemblea straordinaria per conformarci alla legge Madia”. 

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Ggil: "Gli staremo con il fiato sul collo"

Intanto proseguono anche oggi le proteste dei sindacati, sul piede di guerra per la posizione e il futuro dei lavoratori Sacal dopo lo scandalo scoppiato. Michela Avenoso della Filt-Cgil Catanzaro non usa mezzi termini: “Gli staremo sempre con il fiato sul collo, saremo sempre vigili e auspichiamo che la decisione oggi sia quella chiesta dalla regione Calabria, che l’amministratore unico sia davvero una persona competente e non legata alla politica e agli affari. A fronte di richieste fatte al sindacato per i tagli ai dipendenti - conclude poi - venire a sapere delle spese pazze fatte è qualcosa che fa sempre male, così come fanno male le raccomandazioni o la questione legata alla gestione degli appalti".

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