
Lamezia Terme – “Risposte immediate e assunzione di responsabilità a tutti i livelli istituzionali”. E’ quanto sollecita in una nota stampa la Ugl Ta Calabria ai vertici della Sacal. “La organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa nel perimetro aziendale – affermano dal sindacato in una nota - denuncia da tempo un progressivo deterioramento del clima lavorativo e delle relazioni industriali, oggi confermato da elementi che destano forte preoccupazione sul piano sociale, organizzativo ed economico”.
“Si registra un contesto caratterizzato da scelte unilaterali, da un utilizzo degli strumenti disciplinari percepito come non sempre proporzionato e da una crescente distanza tra management e lavoratori. In tale scenario, il sistematico diniego di benefici previsti dalla legge, anche a fronte di richieste formalmente corrette, appare configurare una compressione significativa dei diritti. A ciò si aggiunge la mancata adozione, allo stato, di interventi risolutivi da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catanzaro che, pur avendo già riconosciuto in un primo caso la lesione di un diritto, non risulta essersi ancora pronunciato sulla reiterazione delle condotte segnalate”.
“Non meno significativo – proseguono - è quanto accaduto sul piano delle relazioni sindacali: l’esclusione della Ugl Ta Calabria dal tavolo di trattativa per l’accordo di secondo livello 2024, senza motivazioni formalizzate, ha inciso sull’equilibrio del confronto e appare maturata in un contesto in cui questa organizzazione aveva evidenziato criticità nell’accordo 2023. La Ugl Ta Calabria evidenzia inoltre di aver più volte richiesto formalmente l’intervento delle istituzioni competenti e del socio di maggioranza, la Regione Calabria.
Destano ulteriore preoccupazione: i numerosi contenziosi avviati nei confronti dei lavoratori, anche in presenza di valutazioni favorevoli espresse dall’ITL, le segnalazioni relative a possibili incongruenze nelle buste paga, rispetto alle quali i chiarimenti forniti non risultano, allo stato, pienamente esaustivi, le criticità organizzative, la mancanza di procedure trasparenti per il reclutamento di personale stagionale, anche negli scali di Reggio Calabria e Crotone, nonostante le evidenti esigenze connesse alla stagione estiva. A fronte di investimenti pubblici rilevanti, non può essere ignorato il rischio che tali criticità producano effetti diretti non solo sui lavoratori, ma anche sull’efficienza del servizio e sulla fiducia dei cittadini”.
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