
Catanzaro – "La Lega ci sarà, per la prima volta, alla Regione Calabria, perché al di là delle inchieste, che non commento, c'è una terra in cui mancano strade, autostrade, ferrovie, porti, infrastrutture, piani spiaggia, viadotti. C'è un disastro sanitario e quindi bisogna ricostruire una splendida terra, a partire dal lavoro, dalla sanità e dalle infrastrutture". Come Lega - ha aggiunto - siamo pronti. Non chiedetemi nomi e cognomi. C'è tantissima gente che si sta mettendo a disposizione della Lega, sceglieremo i migliori”. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a Catanzaro, a proposito delle prossime elezioni regionali. Il comizio nel capoluogo calabrese del leader della Lega è stata caratterizzato da una vibrante protesta organizzata dai partiti, i sindacati e i collettivi politici e studenteschi della città cui hanno aderito tanti cittadini. La contestazione al Ministro dell'Interno era iniziate durante le prime ore del mattino quando da alcuni palazzi della città erano apparsi drappi, vessilli e striscioni contro Salvini. "Sento delle zanzare, dei moscerini rossi. Andate a trovare Oliverio, chi si somiglia si piglia. Le minacce non mi fanno paura. Mi fanno paura l'ignoranza e la maleducazione - ha detto il leader della Lega Matteo Salvini durante il suo comizio al un gruppo di contestatori (oltre 300) che dal fondo della piazza fischiava e urlava slogan contro di lui.

I manifestanti, tenuti sotto controllo da un cordone di polizia, hanno urlato per tutto il comizio di Salvini che, comunque, è andato avanti ugualmente dopo la battuta. È durato circa 15 minuti l'intervento del vicepresidente del Consiglio che poi si è soffermato per oltre 40 minuti per scattare selfie insieme ai suoi sostenitori. “Italiani, spaghetti, mafia, pizza e mandolino? Col cazzo, glielo facciamo vedere il 26 maggio chi sono gli italiani". Si è espresso così Salvini, parlando del voto per le europee. E ancora: "O questa Europa la salviamo in fretta o ai nostri figli lasciamo uno stato islamico basato sulla povertà. Ora o mai più". Prima dell'intervento del leader della Lega sul palco di Piazza Prefettura si sono alternati gli esponenti calabresi del partito del Carroccio, dal deputato lametino Domenico Furgiuele al commissario Cristian Invernizzi inviato da Salvini in Calabria per coordinare inseme allo stesso Furgiuele la fase elettorale e l'organizzazione del partito calabrese. Intrattenendosi con i giornalisti, Salvini ha commentato l'esclusione di Altaforte, la casa editrice vicina a Casa Pound, dal Salone del libro di Torino: "Chi brucia i libri, strappa i libri o censura i libri - ha affermato - non dimostra democrazia".
"Un libro può piacere o no, un'idea può piacere o no, però ci riporta ad un passato brutto quello della censura. Io non censuro niente. Ho letto libri di ogni genere, alcuni mi sono piaciuti altri no, però l'esclusione, la censura non mi piacciono. Voglio vivere in un Paese libero". A conclusione del comizio alcuni manifestanti hanno lanciato sul palco la sciarpa dell'Us Catanzaro, Salvini l'ha indossata e ha affermato: “Visto come va il Milan quest’anno meglio il Catanzaro. Più soddisfazioni dal Catanzaro che dal Milan quest’anno”.
B.M.

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