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Catanzaro – Un grido di protesta si materializza a Catanzaro per il sit in di protesta di alcune sigle sindacali in piazza Prefettura per rappresentare la condizione di caos del sistema di emergenza urgenza in Calabria. Operatori, addetti ai lavori, sindacalisti sventolano le bandiere di Usb e Nursing up per sollecitare le istituzioni a una presa di coscienza delle gravi criticità del sistema calabrese.

“Vogliamo rispetto – spiega Stefano Sisinni responsabile Nursing up Calabria - i disservizi che viviamo ricadono non solo sugli operatori ma soprattutto sulla popolazione. Mezzi rotti, carenza di personale, postazioni chiuse, difficoltà nel passaggio di gestione ad Azienda zero”.

“Pensiamo che la situazione dei servizi di emergenza urgenza sia allo stremo – afferma Vittorio Sacco USB sanità – ci sono mezzi obsoleti, che non riescono a garantire tempi e modalità d’intervento. Il dipartimento regionale Salute ha, inoltre, revocato l’indennità al personale. Una condizione di ingiustizia verso lavoratori esposti a stress, aggressioni e forte logoramento. L’accorpamento con Azienda zero sta provocando molti malumori”.

Tra i territori più esposti proprio il lametino: “Non ce la facciamo più – spiega Stella, operatore del 118 e delegato alla salute del Comune di Falerna – il personale viene gestito male, si corre da una provincia a un’altra, con un aumento dei tempi di intervento e rischiamo anche il linciaggio. A Falerna ci sono ambulanze rotte, che poi vengono manutentate e restituite in cattive condizioni in un’area molto densa di presenze e sede dell’aeroporto e della stazione ferroviaria tra le principali della regione”. L’appello è alla Regione Calabria affinché convochi una riunione con tutte le parti per concordare soluzioni e interventi, toccherà poi alla prefettura di Catanzaro un primo tavolo di confronto per le cosiddette procedure di raffreddamento.

G.V.

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